Napoli – Inter: La Repubblica ha commentato la finale di Supercoppa tra Napoli e Inter, vinta 1-0 dai nerazzurri

Da Pechino a Riyadh: di nuovo una Supercoppa scippata al Napoli, con l’arbitro Rapuano protagonista in negativo. Prima ha graziato Calhanoglu, poi ha espulso a mezz’ora dalla fine Simeone, permettendo all’Inter di vincere la gara nel recupero, con Mazzarri che ha lasciato il campo per protesta. Ingiustizia è fatta, il calcio italiano ha di nuovo esportato all’estero il suo volto peggiore”.

Cesari: “Rapuano ha sprecato un’occasione! Il primo giallo per Simeone non c’era, ne mancano due per Calhanoglu”

Graziano Cesari, ex arbitro, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Canale 5, sugli episodi della finale di Supercoppa italiana tra Napoli e Inter: “Il primo giallo per Simeone non c’era. E’ un fallo normale ed eravamo poco fuori dall’area dell’Inter. Sul secondo giallo, lui non lo estrae, ma gli viene suggerito. Non mi è piaciuta la gestione dei cartellini. C’erano due falli da giallo di Calhanoglu nel primo tempo, prima del giallo che ha avuto per un fallo meno netto su Kvaratskhelia. Nella ripresa, la gestione è stata diversa, perchè? rapuano ha sprecato una grande occasione. Non mi è piaciuto”.

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Una finale di Supercoppa completamente rovinata dall’arbitro Rapuano. Che arbitra male per tutto il match ma soprattutto decide lui la partita con l’espulsione di Simeone al 60′. Un’espulsione che grida vendetta per come arriva. Tutto ha inizio cinque minuti prima quando Rapuano ammonisce Barella che subito dà vita ad una delle sue solite (odiose e francamente ormai insopportabili) scene turche. Impressionato come un bambino dell’asilo nido, l’arbitro si sente in dovere di metterci una pezza: e sistema subito il conto (ma quale conto?) mostrando il giallo di lì a poco a Simeone per un fallo di assoluta normalità e banalità.

Poi Simeone non si trattiene e commette un fallo ingenuo, questo sì da ammonizione, al minuto 60: Rapuano lo manda fuori. La partita a quel punto può vincerla solo l’Inter e il Napoli è persino bravo a tenerla sullo 0-0 fin oltre il 90′. Dopodiché arriva il gol di Lautaro ed è la fine. In pratica: dopo la Supercoppa persa nel 2012 per rapina a mano armata a Pechino contro la Juventus (arbitro Mazzoleni che espelle Pandev, Zuniga e Mazzarri: un festival degli orrori non facilmente superabile), il Napoli, sempre con Mazzarri in panchina, ne perde un’altra a distanza di 12 anni per un’ingiustizia palese dovuta a un arbitro che definire scarso e inadeguato è dire poco.

La partita, come detto, è finita al 60′ e magari – nessuno può saperlo – l’Inter l’avrebbe vinta lo stesso anche giocando gli ultimi 38 minuti in 11 contro 11. L’unica cosa certa è che questo è il calcio italiano: ricordiamo la Supercoppa 2012 come la Supercoppa di Mazzoleni (e del Napoli che si rifiuta di partecipare alla cerimonia di premiazione), ricorderemo la Supercoppa 2024 come la Supercoppa di Rapuano. A voi tutto questo piace? A me no. Ma questo è quel che passa il convento (sconsacrato) del calcio italiano.

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2 Commenti

  1. […] “In una finale la soglia disciplinare è importante. Ho visto la partita: il primo fallo di Calhanoglu a pochi minuti dall’inizio era già quasi da giallo, ma Rapuano non lo ha ammonito e dico anche giustamente, ma poi il metro di giudizio deve essere lo stesso fino alla fine del match anche perché i calciatori si adeguano al metro di giudizio utilizzato. In una finale ci sta tenere i cartellini in tasca. Lo stesso fallo di Rrahmani era da ammonizione, ma l’arbitro poteva non estrarre il cartellino per come aveva indirizzato la partita. […]

  2. […] L’ultimo appello è quello ai tifosi napoletani andati a Riyad, devono chiedere il risarcimento danni perché quello spettacolo va denunciato.  Anche quelli davanti alla televisione possono chiedere il risarcimento danni.  Anche chiedere un euro di rimborso, non dobbiamo arricchirci. Questo malessere deve essere risarcito da chi ha la colpa o la responsabilità di averlo generato”. […]

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