Bigon: “Il Napoli è da elogiare, il ciclo degli azzurri è simile a quello di Benitez”


Riccardo Bigon, dirigente sportivo ed
ex ds del Napoli, è intervenuto a Radio Marte in Marte Sport
Live. Queste le sue dichiarazioni:

“Roma-Napoli quanto vale? Difficile stabilire il valore di una
singola gara specie in una corsa lunga come quella del campionato di serie A. -afferma Bigon –  Di certo non è decisiva, non può esserlo, può essere un modo per confermare il
momento delle due squadre, per entrambe positivo. Ma in caso di ko sarebbe solo
un passo falso e non altro. E’ importante mantenere sempre l’equilibrio,
qualsiasi risultato esca dalla gara. 


Il Napoli sta facendo motlo bene, ha una
qualità di gioco importante ma dovrà puntare sulla continuità per provare a
vincere qualcosa. -prosegue Bigon – Anche a Roma, se indovina la partita giusta può segnare
diversi gol, come è capitato nei big match con Liverpool o Ajax. E’ una squadra
forte con potenzialità importanti. Il colpo Kvaratskhelia? Provo ammirazione
per questo acquisto, anche al Bologna due anni fa ce lo proposero ma erano
cifre fuori portata per il nostro club. Complimenti al Napoli, a Giuntoli e al
presidente, mi fa piacere che ci sia lo zampino anche di Mantovani e Micheli
dello scouting, sono due collaboratori che portai io al Napoli nel 2009. 


Elogio
il Napoli anche per la capacità di sostituire giocatori importanti con giovani,
significa avere conoscenze e solidità societaria notevoli. Il ciclo attuale è
paragonabile a quello iniziato con Benitez e con i vari Koulibaly, Jorginho,
Albiol, Callejon…? Sì, il parallelo ci sta, perchè oggi come allora si parla
di due stagioni di formazione. -aggiunge Bigon – All’epoca ambivamo allo step per entrare in
Europa stabilmente e per essere competitivi in A. Ora il Napoli è da un
decennio che sta nella fascia europea, con questo ciclo nuovo intende provare a
entrare nella fascia di compete per arrivare in alto in Europa e per vincere il
titolo in serie A. Glielo auguro, se il Napoli e i napoletani sono felici non
potrei che gioire”.

Conclude Bigon

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