Fonte foto: www.napolicalciolive.com

A Radio Napoli Centrale, nel corso della trasmissione ‘Un calcio alla radio, Umberto Chiariello si è espresso nel suo editoriale. Di seguito le sue parole:

Quello di Mazzarri, all’epoca, non era un Napoli catenacciaro, ma di difesa e contropiede. A Napoli, adesso, è arrivato Mazzarri 2.0, quello che dice di conoscere il calcio moderno, di essere in grado di proporre il 4-3-3, il Mazzarri pezzottato, che non serve a niente e nessuno, quel Mazzarri lì è un Mazzarri che non fa il calcio in cui crede ed è stato un Mazzarri che, da quando è arrivato, fino alla Salernitana, è stato pessimo, ha fatto peggio di Garcia ereditandone i suoi problemi”.

Napoli, il nuovo Mazzarri

Prestazioni penose tra Torino, Roma, e la Salernitana. In Supercoppa poi ha deciso di fare come dice lui: squadra operaia dando 3 gol alla Fiorentina che ci aveva devastato al Maradona, l’Inter che ci era passato addosso, ha vinto allo scadere con mezz’ora di immeritata superiorità numerica. Dopodiché, ha affrontato la Lazio che veniva da 4 vittorie consecutive e qualche importante infortunato, ma al Napoli mancavano Anguissa, Cajuste, Osimhen, Simeone, Kvara, Elmas (venduto)”.

Il nuovo Mazzarri, capitolo secondo

Di fronte a queste enormi carenze, Mazzarri ha fatto il fortino: Demme vicino a Lobotka, Zielinski a giocare tra le linee con Politano a fare il guastatore in un ruolo che non gli appartiene e Raspadori mandato allo sbaraglio. Il Napoli dalla Supercoppa in poi ha trovato un’anima, un recupero di forze mentali e fisiche, il punto di ieri non va disprezzato, c’è una squadra che lotta e combatte“.

Ora che rientrano…

Ci sono momenti dove bisogna portare a casa il risultato, punto. Ora rientra Anguissa, c’è Ngonge, ritorna Simeone, ritorna Kvara, ora il 3-4-3 deve cominciare sul serio, gli esterni bisogna usarli davvero vicino al centravanti, è il momento che Ngonge vada all‘1 contro 1, che Kvara sia messo in condizione di far male, che Simeone stia lì davanti”.

Napoli, ricordati che sei ancora…

“È ora di ricordarsi di essere campioni d’Italia, non vogliamo vedere giocare per lo 0-0 montando catenaccioni, assolviamo quest’atteggiamento per la contingenza, ora ci vuole il cambio di passo e mentalità, ora bisogna giocare per vincere usando l’enorme potenziale offensivo”.

Capitolo mercato

Chiosa finale sul mercato: “Questo Napoli mi sembra una gabbia di matti. Un deficit del reparto arretrato per un surplus del reparto avanzato. Perez arriva? Va via Ostigard e non hai cambiato tanto, ma soprattutto non hai ricambi. A tre giorni dalla chiusura, qualcuno che ragiona nel Napoli, c’è? La valutazione della rosa non è stata fatta per tempo e adesso sono in difficoltà estrema con un attacco in overbooking con 8 persone per 3 ruoli al massimo. Chi è l’architetto di questa squadra? Aurelio non mi dire che sei tu“.

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5 Commenti

  1. […] Con l’arrivo di Mazzarri qualcosa è cambiato perché lui è molto carismatico e credo abbia fatto bene a puntare sulla solidità difensiva. Poi col ritorno degli attaccanti credo che anche davanti la squadra tornerà a girare come deve. Si dà poca importanza al ruolo del direttore sportivo, ma il ds non solo quello che compra e vende calciatori, sarebbe troppo semplice. Il ruolo di collante che svolge è determinante e averlo o non averlo non è la stessa cosa. Le società vincenti lo sono perché sono brave a resettare e questo lo si può fare solo con persone valide al comando.  […]

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