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Garcia ha reso la squadra vittima dei suoi compromessi

Rudi Garcia non è più padrone della situazione e lo ha dimostrato in tutti i modi possibili. Le sue dichiarazioni per e post Genoa – Napoli hanno fatto probabilmente più danni delle sue scelte tattiche. È riuscito in sole quattro partite di campionato a fare smarrire ogni certezza alla squadra e a creare malumori anche nei calciatori più importanti. La logica fa pensare che quando ha accettato di allenare il Napoli abbia accettato anche alcuni compromessi col presidente. Certamente la richiesta di proseguire con il 4-3-3 e la rinuncia ad ogni aspettativa di rimpiazzare Kim con un calciatore all’ altezza. Probabilmente ha anche acconsentito alla richiesta di dare più spazio a Raspadori per provare a salvare l’investimento della società. Purtroppo questi compromessi li sta pagando tutta la squadra.

Salviamo il soldato Kvaratskhelia

Di sicuro uno degli errori più importanti del tecnico transalpino è stato quello di andare allo scontro con Kvaratskhelia. In particolare le due sostituzioni nelle ultime due gare hanno fatto saltare i nervi del georgiano che non le ha mandate a dire al tecnico durante l’ultima sfida col Genoa. Dal canto suo l’allenatore nel post partita non ha stemperato le cose ma ha addirittura rilanciato. Stuzzicato dalla stampa sulla reazione di Kvaratskhelia al cambio ha risposto che ” la sostituzione è un segnale per chi entra e non per chi esce” e ha aggiunto che “Zerbin meritava considerazione perché si è sempre impegnato dall’ inizio del ritiro”. Ma siamo sicuri che il minuto 89 di una partita che bisogna provare a vincere a tutti i costi sia il momento ideale per tributare gratitudine a Zerbin? E poi cosa vuol dire che si è impegnato? Altri non lo hanno fatto?

Garcia è riuscito a scontentare quasi tutti

Con il suo atteggiamento il tecnico del Napoli è riuscito a scontentare molti protagonisti della vittoria dello scorso campionato. A parte il già citato Kvaratskhelia, anche Osimhen è sembrato particolarmente nervoso. Il nigeriano, a causa della squadra sempre lunga è costretto a fare a botte coi difensori avversari al limite dell’area senza avere metri a disposizione per sfruttare la sua velocità. Anche Lobotka e Anguissa sono quasi costantemente tagliati fuori dalla costruzione del gioco e questo per un centrocampista è difficile da digerire. Elmas e Simeone, che Spalletti era riuscito a gestire facendoli sentire realmente importanti quanto i titolari sono poco più che comparse.

Garcia rimetta il buonsenso e la squadra al centro del villaggio

A questo punto a Garcia non resta che fare qualche passo indietro, o magari anche in avanti, nel segno del rispetto di tutti i calciatori a disposizione. Parlare chiaro e mettere in pratica le proprie convinzioni è sempre la medicina migliore per guadagnare se non ammirazione almeno stima. Se come ha dichiarato nel post partita di Genova col 4-2-3-1 la partita è cambiata lo scelga come modulo di riferimento. Se pensa che Cajuste sia più idoneo ad un centrocampo a due lo faccia giocare al posto di Lobotka. È tempo di dire basta agli esperimenti e di prendere realmente il comando facendo delle scelte e prendendosi gli eventuali meriti o le responsabilità.

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Piero Capobianco
Piero Capobianco nato a Napoli il 1/9/1977, laurea in filosofia. Collaboratore TerzoTempoNapoli.com

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