Fonte foto: www.spazionapoli.it

“Con che lettera comincia lo scudetto del Napoli? Con la A di Allodi, con la B di Bianchi, con la C di Corrado…”, scrisse l’allora direttore del Guerin Sportivo Marino Bartoletti nelle ore successive al primo tricolore della storia partenopea. E su quel numero ‘lui’ fece un pezzo che iniziava così: “Ho pianto, sì. Posso forse vergognarmene? Ho pianto quando Diego Maradona, capitano del ‘mio’ Napoli, ha alzato il telefono degli spogliatoi del San Paolo e, dieci minuti dopo la conquista dello scudetto, mi ha gridato: <<Questo titolo è tuo, Italo, è tutto tuo>>”.

Dopo l’addio di Juliano da dirigente, a Napoli arrivò…

Potremmo definire un presagio il libro scritto da Salvatore Bagni e Bruno Giordano (‘Che vi siete persi’? pubblicato due anni fa)…In quel volume venne definito “un sarto prestato al mondo del calcio che conosceva le stoffe migliori e soprattutto era capace di cucirle tra loro con maestria e sensibilità uniche. Dopo una vita spesa tra Inter, Juventus e i vertici federali, il Napoli era stata la sua sfida più avventurosa. In tanti si sono chiesti se quella squadra avrebbe potuto raccogliere ancora di più se fosse rimasto nei ranghi societari.

L’addio al Napoli complice…

Venne coinvolto nel ‘Totonero bis’ e poi assolto, ma quei mesi difficili lo segnarono, al punto che venne colpito da un ictus costringendolo a lasciare il mondo del calcio. E quello scudetto fu il giusto riconoscimento anche per quanto attraversato nel precedente triste periodo.

10 maggio 1987

Quel 10 maggio 1987 ‘lui’ dedicò quel trcolore anche a ‘Totonno’ Juliano e a un altro ex dirigente del Napoli, ovvero Beppe Bonetto. ‘Lui’ era Italo Allodi, il quale si spense il 3 giugno di venticinque anni fa.

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