Se De Laurentiis pensasse di rifondare, prendesse Conte, perchè l’industria del Mondo del calcio non perdona mai i presuntuosi incompetenti. Farebbe molto meglio ad iniziare una vendita se non vuole finire sottosopra

Chiaramente questa è un’opinione Comune condivisa con gran parte dei tifosi

De Laurentiis – Napoli. Chiaramente questa è un’opinione Comune condivisa con gran parte dei tifosi basata su 40 anni di storie vissute ad osservare il calcio sia dall’interno, poco, che soprattutto da analista tecnico tattico.

Va aggiunto che …

Va aggiunto che secondo la nostra esperienza, nel calcio come nella vita, i miracoli non si ripetono mai. Soprattutto per chi è privo di umiltà che avrà creduto che lo stato di grazia, accompagnato da una notevole dose di fortuna conclusasi con il miracolo dello Scudetto del Napoli, fosse tutto dipeso solo ed esclusivamente per merito proprio.

Il calcio è un gioco e come in ogni gioco la fortuna gioca il suo ruolo

Il calcio è un gioco e come in ogni gioco la fortuna gioca il suo ruolo e in genere come si suol dire è abituata ad aiutare gli audaci. De Laurentiis è stato sicuramente audace a entrare in un mondo a lui sconosciuto, persino resistervi 20 anni tentare la sorte, riuscendovi a fare bingo.

De Laurentiis, ma ora basta Ma ora basta!

Che si faccia chiarezza, vuole rimanere un’azienda a conduzione familiare oppure divenire una S.p.a. degna di nota

A noi va bene l’una e l’altra forma purché si parli chiaro in faccia al Tifoso, purché si presenti un planning programmatico serio e reale, purché si faccia una progettazione del Settore Giovanile quale tunnel verso la gioia di esordire nella propria prima Squadra come quanto accaduto ai vari Ferrara, Carannante, Muro, Caruso, Taglialatela e Cannavaro e chi altro.

Potrebbe esservi stata la fortuna del principiante, ma …

Potrebbe esservi stata la fortuna del principiante, ma poi quando al principiante capita di vincere, addirittura sbancare credendo di essere diventato il più bravo, senza ovviamente esserlo. Ecco che rischia di farsi male e magari perdere tutto il malloppo guadagnato al tavolo verde di gioco, gestendo di male in peggio tutte le fishes accumulate nelle mani più fortunate.

Ecco cosa è accaduto. Aurelio De Laurentiis ce l’ha questo senso del gioco…

Ecco cosa è accaduto. Aurelio De Laurentiis ce l’ha questo senso del gioco. Ha cominciato a praticarlo con grande parsimonia, sfruttando ogni bonus e credito gli venisse elargito. Di suo ci ha messo solo una grande volontà. Da buona formichina laboriosa di mettere da parte quante più provviste per i tempi bui. Dal suo punto di vista ha fatto anche bene, ma quando la formichina comincia ad atteggiarsi a cicala se non addirittura da ape regina, è li che cominciano i problemi, arriva sempre chi ti schiaccia. Noi non crediamo affatto che stia pensando di rilanciare e rifondare in toto il club azzurro. E accreditarsi nel gotha dei top club, perché il suo Napoli di top, a parte i 20 milioni di tifosi nel Mondo, e di operare in una città top per bellezza, cultura e storia.

Non basta frequentare sempre gli stadi più prestigiosi europei, compreso quello di casa, il Maradona che lo ha sempre generosamente ospitato, per essere un top club. Neanche lo si diventa dopo qualche Scudetto e qualche coppetta insignificante. Figuriamoci esserlo per auto proclamazione del suo proprietario amministratore.

Un top club di calcio, per essere tale, a parte una bacheca zeppa di trofei

Un top club di calcio, per essere tale, a parte una bacheca zeppa di trofei. Deve comunque essere necessariamente strutturato, stadio centro sportivo, settore giovanile con scuola e alloggi sono impianti imprescindibili se si vuole ambire a paragonarsi a ognuno dei top club europei. Per non dire dell’organizzazione tecnica e sportiva. Organizzazione con un settore giovanile e scouting all’avanguardia, di grande respiro dirigenziale, composto da manager esperti, di grande carisma, competenza e lungimiranza. In questa crescita strutturale ci vedremmo bene Christian Maggio, Marekiaro Hamsik, Fauzi Ghoulam e Dries Ciro Mertens.

Mai come in questa annata, è chiaro come il sole a mezzogiorno, che tutte queste caratteristiche il Napoli non le abbia avute a disposizione. Soprattutto con l’abbandono lucido e previdente di Giuntoli e Spalletti. Professionisti che, bisogna dirlo, hanno abbandonata la nave prima che sprofondasse solo per ambizione personale perche Napoli per molti diventa un punto di partenza e non un punto di arrivo. Proprio Diego Armando Maradona, Marekiaro Hamsik e Dries Ciro Mertens sono i tre lucidi esempi di chi si è integrato nel profondo dell’anima di questa città amandola oltre ogni convenienza futuristica.

Applausi a Ciro che ha festeggiato lo Scudetto del Napoli e poi adesso ha vinto il Campionato Turco dimostrandosi un Campione senza età

Sicuramente il Presidente è stato bravo a sfruttare il vento in poppa di questi anni. Ma i migliori timonieri, skipper e marinai si vedono con il mare in tempesta non quando fila tutto liscio. Ora per non farla sempre lunga, se De Laurentiis non avrà capito la grande lezione di vita ricevuta in quest’anno di capriccetti boriosi regalatagli da bambini viziati, e non ammettesse uno per uno tutti gli errori di valutazione fatti, quelli di presunzione, di arroganza e di mancanza di rispetto per chiunque abbia collaborato e collabora, immaginandosi di essere lui il Re Mida, che poi si è trasformato in una sorta di Attila che dove passa lui non cresce più l’erba, finirà molto male. Esattamente come finiscono tutti i prepotenti come gli Attila. Si dirà che Attila è stato un grande vichingo conquistatore, vero, ma le vere difficoltà non sono tanto le conquiste, quelle le raggiungono in tanti, ma è molto più difficile confermarle quelle conquiste, e si rischia ache andrà tutto perduto.

Arrivare in vetta e non essere abituato alle vertigini che procura l’altezza, è rischioso. Adesso se solo lontanamente, De Laurentiis pensasse di riconquistare la vetta persa nel modo peggiore, precipitando nel burrone ed essersi procurato ferite non da poco, e immaginarsi che stiano tutti aspettando che lui la riconquisti in un battibaleno, può star veramente fresco.

Per risalire nel calcio, dopo stagioni vincenti, bisogna …

Per risalire nel calcio, dopo stagioni vincenti, bisogna avere risorse vere. Non basterebbe mai rompere qualche salvadanaio gelosamente blindato negli anni, servito soprattutto per mettere del fieno in cascina per la vecchiaia.

De Laurentiis non ha alle spalle una holding, un fondo illimitato

De Laurentiis non ha alle spalle una holding, un fondo illimitato. Ha semplicemente un esiguo patrimonio personale e qualche tesoretto, ed a voi pare mai possibile che dopo lo tsunami di quest’anno, un vecchio bucaniere come lui con tutte le mazzate che ha preso in questa stagione di monsoni, possa rimediare?

Quanto ci vorrà per rimediare alle macerie causate nel post Scudetto?

Citando lo statista inglese Primo Ministro Winston Churchill di cui nutro profonda stima, utilizzo una sua frase concettuale che spiega quanto accaduto quest’anno.
“…Quante volte dovremmo imparare la lezione. Quante altre volte ci vorranno per capire che non si può ragionare con una tigre, quando la tua bocca è nella sua testa…”

A dimostrazione che nel calcio è sempre difficilissimo risalire, lo dimostrano addirittura i top club decaduti. Quelli che nel calcio vi sono da sempre a certi livelli, che hanno vinto e stravinto, che hanno soldi e strutture, esperienza e competenza.

E voi veramente vi immaginate che questo presunto superoldman di 75 anni …

E voi veramente vi immaginate che questo presunto superoldman di 75 anni, per quanto arzillo sia, possa ancora con arroganza e presunzione, senza i soldi necessari, senza strutture, con una squadra ormai dilaniata e implosa su se stessa, ribaltare tutto e rilanciarsi come nulla fosse?

O lasci adesso senza fare ulteriori macerie oppure abbia il coraggio di fare ciò che andava fatto l’anno passato. E andiamo… qualora pure la testa la dovesse perdere De Laurentiis e volesse davvero dimostrare di essere il supereroe alla Rambo, vorrà dire che la demenza senile lo avrà dominato. Allora in tal senso dovranno intervenire i familiari per interdirlo da folli propositi. Perché nel calcio non si scherza, ci metti 20 anni per costruire qualcosa di buono e in soli due si rischia di perdere tutto.

Lui sa bene che è arrivato il momento di mollare e finalmente godersi una pensione dorata, ed è già tardi

Altrimenti che ci regali l’ultimo coup de théâtre prendendo il Migliore, oggi il Leccese, e rilanci la Squadra cacciandone le mele marce e provvedendo ad investire in giocatori prima uomini.

Che sia la volta buona, di questa balorda annata salviamo solo la 3° maglia azzurra con il tricolore sul petto e l’amore dei tifosi che a differenza di altri (calciatori) non hanno mai abbandonato la nave quest’anno nonostante la tempesta e la grandine caduta a valanghe.

Noi c’è lo meritiamo un grande Napoli all’altezza della città…noi ci crediamo.

FORZA NAPOLI SEMPRE!

Giuseppe Lauri

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