Brambati Spalletti
Foto: Eurosport

Luciano Spalletti, commissario tecnico dell’Italia, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la presentazione di ‘Vivo Azzurro Tv’, la piattaforma digitale della FIGC:

Spalletti: Noi abbiamo seguito tutto il campionato e abbiamo visto molti calciatori anche sul posto

“Noi abbiamo seguito tutto il campionato e abbiamo visto molti calciatori anche sul posto. Abbiamo imparato molte cose dai miei colleghi. Queste squadre che sono in finale nelle competizioni europee ci portano qualcosa di più e poi stanno a significare che c’è qualcosa di diverso oltre alle ripartenze nello stile di calcio italiano, come hanno fatto vedere Atalanta e Fiorentina. Noi abbiamo sempre questa finestra aperta sui nostri sportivi, sulla passione che genera il calcio in Italia, dobbiamo tener conto di queste cose, non devono avere la sensazione di avere a che fare con bambini viziati ma con dei professionisti serissimi. Poi io sono lì a cercare di perfezionare questa convocazione. Il 70-80% è fatta, ma c’è un 20% pronta ad abbracciare chi ci vuole stare dentro. Ormai grosso modo la struttura è quella che abbiamo convocato quasi sempre. Poi c’è qualcosa che dobbiamo lasciare alla bravura, alla condizione del momento, all’aver aggiustato qualcosa.

Su Scamacca, Retegui e Raspadori

Se Scamacca è questo, diventa difficile… io l’ho fatto giocare nelle partite fondamentali prima di essere convocato. Che ora mi si viene a dire qualcosa… Retegui ha fatto bene, Raspadori lo conosco benissimo. Lucca sta crescendo sempre. Abbiamo qualche potenzialità che ci può mettere a posto qualcosa, noi dobbiamo stare attenti a tutto. I dubbi sono quelli che abbiamo detto fino a questo momento qui. Riguarda quella piccola percentuale. Noi dobbiamo avere dubbi fino in fondo.

In alcuni casi abbiamo messaggi ben chiari di quello che possono mettere a disposizione questi ragazzi, in altri… alcuni devono ancora riuscire a mettere a posto la pressione che poi subiscono e le problematiche che hanno anche individualmente. C’è un ambiente interno e uno esterno nel calcio, per dare il meglio di noi stessi servono tutti e due. Al di là che nasca una squadra forte dove uno possibilmente va nelle interviste e parla anche dei compagni di squadra. Sarebbe bello sentire parole sui compagni di squadra. Così diventa tutto più facile e chiaro.

Spalletti: C’è bisogno di appartenenza, di italianità

C’è bisogno di appartenenza, di italianità. A quelli che restano a casa dobbiamo dimostrare questo ed essere all’altezza della situazione. I tifosi non devono avere la sensazione di avere a che fare con bambini viziati, ma con ragazzi serissimi. “Essere campioni in carica è uno stimolo, anche l’Italia nel 2021 non era tra le squadre più forti sulla carta. Poi é diventata una squadra speciale. Qualcuno ogni tanto può pensare che si dipenda dal singolo. Ma si dipende dalla disponibilità collettiva. Quando ho dovuto prendere delle decisioni, magari fuori non erano condivise, ma dentro abbiamo fatto il risultato che dovevamo fare.

”Io vinco se riesco a creare una squadra. Non voglio essere tuo amico se ti do la maglia della Nazionale”

Io vinco se riesco a creare una squadra. Non voglio essere tuo amico se ti do la maglia della Nazionale. Difesa a tre? Dobbiamo essere aperti a tutto. Dobbiamo fare un calcio libero. Non ho mai avuto il mio calcio e non voglio averlo neanche ora. Si va a giocare cercando di mettere insieme una squadra che abbia la sua forza e che però sia libera. Se in questa libertà si riesce a essere squadra… a dividersi le fatiche, tutti attaccano e tutti difendono, tutti un po’ numeri dieci. Si ha tutti due numeri sulla maglia, perché tutti devono saper fare la giocata che nessuno si aspetta e che emoziona.

Su Zaniolo

Zaniolo? Stanno valutando i dottori, poi vi diremo. Ho rincorso tutta la vita la vittoria dello scorso anno, quando ci sono arrivato ho visto che quell’evento in sé stesso o quella Coppa non è nulla. Io non saprei descrivere la Coppa dello Scudetto, ma se fossi un pittore ti saprei rappresentare tutte le facce della felicità dei napoletani quel giorno. Bisogna essere responsabili perché c’è bisogno di appartenenza e di italianità, dobbiamo essere all’altezza della situazione a prescindere dal singolo episodio”.

Conclude Spalletti

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