Fonte foto: www.juvelive.it

Gigi De Canio, ex allenatore del Napoli, è intervenuto a ‘Febbre a 90’, in onda su Vikonos Web Radio/Tv. Queste le sue parole.

De Canio sul momento del Napoli

Questa è per il Napoli un’annata nata così e va avanti in questo modo. Ci sono delle condizioni che attanagliano i calciatori, anche l’ansia di dover inseguire dopo essere stati i primi in un certo modo. Il primo gol subito è un discorso di attenzioni, motivazioni, che non vuol dire non ci siano, manca però la ferocia necessaria e che deriva da uno stato d’animo non ottimale. Non è una questione di ricercare il colpevole: quando si guida una barca si prendono decisioni, tutto è frutto di altre combinazioni messe insieme. C’è solo da riflettere e prendere atto, lavorare per evitare di ripetere certe situazioni. E questo vuol dire programmare con coerenza secondo una progettualità che dev’essere il timone della società.”

De Canio sulle promesse non mantenute con Spalletti

“Si sarebbe potuto aprire un ciclo, come se anche si fosse avuto un comportamento più rispettoso nei confronti di Spalletti ci sarebbe stata una logica da seguire con coerenza. Invece, in una situazione del genere ancora non vedo e non sento parole che mi aspetto da chi comanda. De Laurentiis ha tanti meriti. Il Napoli protagonista per così tanti anni in Europa non si era mai visto, ma quanto c’è di programmato e quanto di estemporaneo? Molte cose belle sono frutto di intuizioni che non hanno avuto seguito, se restano però aspetti estemporanei ti ritrovi a dover ricominciare tutto da capo.”

Ingaggi alzati, ma risultati non pervenuti

“Io dico: scegli figure capaci che gestiscano l’azienda nel modo in cui vuoi e i risultati arriveranno. Se dici “andiamo all’assalto alla Champions” e poi massacri il tuo allenatore e lo mandi via, alzi l’asticella solo a parole, ma poi i fatti dicono l’opposto. Osimhen ha fatto 30 gol? Lo cedo e ricomincio, consapevole della mia dimensione, ma già da tempo. Non aspetto l’ultimo momento, non posso fermarmi al presente. Una volta dissi al presidente Corbelli: “lei fa promesse parlando di vincere campionati senza averne la possibilità, bisogna spendere soldi adeguati per farlo, altrimenti dovrà dare conto a tutti”.

Ancora su Osimhen

Devi cedere Osimhen perchè non puoi tenerlo e darlo a chi realmente, poi, oltre al nigeriano, compra altri giocatori per puntare a vincere. E’ un problema di coerenza: 22 anni fa avevo un contratto con il Napoli, sono andato via perché il presidente mi diceva di non avere la possibilità di pagare, gli proposi un progetto a lunga scadenza di sei, sette anni, ma quando hai a che fare con persone che non conoscono la materia e non ti seguono, sei costretto ad andare via. La coerenza e l’onestà intellettuale sono fondamentali: invece di dire “ma voi dove eravate prima di me?”, che mi sembra anche irrispettoso, sarebbe forse più opportuno coinvolgere tutti dicendo “andiamo avanti tutto insieme a cercare di ottenere i migliori risultati possibili”. Questo mi sembra il discorso più giusto.”

De Canio sulle strutture

“Psicologicamente non si può immaginare l’importanza di avere una “casa” propria, in cui ti riconosci. Sono stato anche in questi giorni a Milano, ho fatto un giro in centro e mi trovo il palazzo dell’Inter e quello del Milan: roba da stropicciarsi gli occhi. Vero che la società nerazzurra ha molto debiti, ma i giocatori prendono sempre lo stipendio, ora vanno a vincere lo scudetto e si sentiranno orgogliosi anche solo di un sede del genere. É una questione, poi, di consapevolezza: il Borussia Dortmund ha il Bayern davanti, ma ha vinto perchè ha la sua dimensione, uno stadio straordinario e la gente è felice. Idem vale per l’Atletico Madrid, che davanti ha Real e Barça. Si ha la consapevolezza di ciò che si è. Credo che se il Napoli avesse una sua struttura, una casa, per non parlare dello stadio, avrebbe ancora più appeal tra i giocatori, che tra loro parlano, e anche i tifosi ne sarebbero orgogliosissimi”

Conclude De Canio

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