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Milan-Napoli, il giorno dopo… Tratto da www.tuttonapoli.net (di Arturo Minervini):

Zero al reato di falsità ideologica, che può portare ad una reclusione fino a due anni. Mazzarri aveva detto di aver studiato il Napoli di Spalletti, ma ‘Fino a qui’ di ‘Spettacolare’ si è vista solo la prima conferenza stampa, poi s’è tornato ad un piattume a cui non bisogna rassegnarsi. Non può esser ‘Tutto qui’, e noi ci siamo pure un pochino rotto le Gazzelle. È finito in un loop temporale, ripete ossessivamente ‘Si ma col Monza abbiamo fatto una buona gara’ come il suocero di Bellavista con “Nu milione… uanm ro’ priatorio”. Cambia disco Walter, che queste scuse posso bastare per una gara ‘ma non tutta la vita’.

Il presidente del Napoli

Uno, come l’unico errore commesso nel suo Governo Punk De Laurentiis, come ha annunciato nel soliloquio contro Spalletti e Giuntoli. Quelli scappati a gambe levate per la sua gestione autoritaria e uterina, quelli che avrebbe dovuto pregare in ginocchio per restare gridando ‘Ricominciamo tutto’. Il non rendersi conto dei disastri commessi, la difesa ottusa del proprio operato e pure del proprio ego, sono le fondamenta di questa catastrofica stagione in cui l’Onda alta sembrava già passata, e invece siamo ancora in piena tempesta.

Il Napoli lontano dal Maradona…

Due i gol segnati nella trasferta di Bergamo, era il 25 novembre. Quello segnato da Elmas al minuto al 34 resta l’ultimo esemplare, raro come un Gronchi rosa, nei successivi cinque impegni di gol fuori casa. Autodistruttivo come mai si pensava potessero essere questo Napoli, che ha detto ‘Vai!’ al dodicesimo uomo dello scudetto, senza nemmeno rimpiazzarlo. Ma come ti viene in mente, quando già sei in un pantano, di cospargerti di ulteriormente di fango? “Hai sciolto le catene che abbiamo stretto insieme” e ora nemmeno ‘Ti muovi’, perché fai la panchina al Lipsia. Cessione che, senza aver preso Samardzic, resta PazzaDiamanti grezzi, poi cresciuti con Spalletti, e sacrificati per prendere un esterno d’attacco. Che non era certo la priorità.

Gli attaccanti del Napoli

Tre volte titolare nelle ultime quattro, senza un gol per Simeone. Raspadori non segna dal 4 novembre. Si cullano su ‘Due altalene’ che viaggiano alla stessa andatura, troppo distante dal rendimento del titolare Osimhen, assente causa Coppa d’Africa. Cholito ci mette la foga, ma la Rabbia non ti basta. Jack va in Apnea, nel sostenere il peso di un attacco che non è sorretto da una manovra armonica. Queste settimane ci hanno insegnato una cosa: che nessuno dei due potrà essere il titolare del Napoli che sarà. Ottime alternative, ma titolari no.

Zielinski

Quattro e mezzo in pagella, con la maglia di quella che era ‘Casa mia’ nello stadio che sarà Casa sua. Zielinski gioca col dissidio, nel dissidio, si perde nelle sabbie mobili di un caso gestito malissimo e che si sta trascinando ancor peggio. Piotr, Tu No, non sei quello visto per 75 a passeggiare, senza mai incidere, senza mai prendersi un rischio. “Soltanto un’ultima canzone per riuscire a ricordarmi di te”. Ero Pazzo di te, eravamo tutti pazzi di te. Torna a splendere, perchè anche se il Cielo non ci vuole, ci meritiamo un finale migliore.

La difesa

Cinque in difesa, arroccati a difesa non sa bene di cosa. Del nono posto, della salvezza, del proprio passato, delle idee ammuffite e senza futuro. Ma a che serve? La noia che prende il sopravvento, così come la paura inculcata nella squadra. “Col Verona gioco come piace a voi, a Milano gioco come piace a me”: destini debolissimi, così come le teorie. Sentirsi maledettamente ‘Fragili’, dov’è la fiducia diventata arida come nella Tuta Gold di Mahmood. Walter prenda una strada, ma che sia una. Che doveva fare chiarezza, almeno quella, e s’è messo a incasinare ancor di più la situazione. Il gol preso è figlio di una chiara disabitudine alla difesa a cinque. 

Kvara

Sei e mezzo a Kvaratskhelia, che si beve uomini come chupiti ad un party col free bar. Più solo di Di Caprio in Revenant, cerca a tutti i costi una giocata che possa invertire la tendenza, ma avverte l’assenza del socio in affari Osimhen. Il ritorno di Victor, la vena artistica di Kvara sono le ultime speranze di riagganciarsi al treno Champions. “Sono il coraggio che genera il mondo”. Mariposa

Il Napoli a sette punti dal quarto posto

Sette punti dall’Atalanta e Mazzarri ci svela un’altra sconvolgente verità, roba da Click Boom per tutti i siti di informazione. L’obiettivo, almeno il suo, non è mica la Champions! Non lo sa nemmeno lui quale sia, pare che non ci siano obiettivi, se non tirare a campare. “Io non c’ero da inizio stagione, sto cercando di fare il meglio in questa annata molto difficile”. Lui non c’era, ma quando lui non c’era il Napoli era quarto. Ora è Nono. Nono. Per la serie: chiama Walter e Finiscimi. Ma qualcuno si vuol decidere a dare risposte sensate ai tifosi?

Le sconfitte del Napoli in campionato

Otto sconfitte in ventitré gare“Un ragazzo, una ragazza” e qualsiasi altro tifoso non ci avrebbe mai creduto, nemmeno negli incubi peggiori. Prendere una squadra che era un Capolavoro e pisciarci sopra, distruggere ogni piccolo pezzo di quel marmo forgiato con sapienza da Spalletti. Con l’amore in bocca, ancora da masticare, e l’amaro che è impossibile da buttar giù. Il Napoli è imploso, perchè nessuno ha saputo proteggerlo, anzi perchè è stato tradito da chi avrebbe dovuto proteggerlo, irrobustirlo, dargli nuova linfa. “Riparerò col mercato di gennaio” è già una frase cult per tutto il 2024. Servivano energie fresche a centrocampo, sono arrivati tutti prestiti per buttare qualche segnale di fumo nell’aria. 

La classifica

Nove come la nona piazza in classifica. Posizione che, Sinceramente, dovrebbe indurti a rompere gli indugi, pensando di sfruttare l’enorme potenziale offensivo. Invece, Mazzarri ruba l’idea a Geolier e ragione I p’ me, tu p’ te. Lindstrom entra ed è il più pericoloso, assieme a Politano, tenuti in panchina senza alcuna motivazione logica se si analizza il contesto. A masticare l’amaro pino anche Raspadori e Ngonge: 110 milioni a marcire in panchina, per mettere cinque difensori e abbandonare Kvara e Simeone lì davanti nella speranza dell’episodio favorevole. Abominevole solo immaginarlo, figuriamoci metterlo in pratica.

Ci penserà Osi?

Dieci a questo ottimismo, totalmente immotivato. Mazzarri racconta le sue visioni, parte della stampa gli dà pure ragione, quando nei fatti s’è rivelato una sciagura. De Laurentiis è consapevole che con questo trend la Champions è un miraggio? È una sua scelta restar fuori dalle Coppe? Come si vogliono affrontare queste 15 gare che restano? Con che modulo? Con quale idea di calcio? Ora torna Osimhen: Walter saprà vincere la tentazione del ‘Palla lunga a Victor’ e preghiamo? Tante domande che, ancora una volta, non troveranno risposta. Status attuale: “Dio è morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene”. 

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