Il primo straniero del Napoli dopo la riapertura delle frontiere del 1980: l’ex difensore Ruud Krol (due volte finalista ai Mondiali con l’Olanda) è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione ‘Tiro a giro, il lato romantico del calcio’: “Non ho mai dimenticato Napoli, voglio sempre bene alla città e ai colori azzurri. Napoli è l’unico amore che resta nel mio cuore. La squadra di quest’anno? I calciatori hanno dimenticato qualcosa dopo un campionato eccezionale, li vedo con meno grinta, meno fisicità, giocano meno da squadra.

Il Napoli di Spalletti

Ho tanto parlato con Spalletti, lui sicuramente porta qualcosa in più rispetto a tutti gli altri allenatori in Italia. Con Luciano il Napoli ha giocato un calcio olandese con la palla subito in avanti, mentre adesso palla al portiere, poi al terzino, dunque torna al portiere, successivamente a Lobootka: il tutto troppo lentamente, così dai tempo all’avversario di organizzare la difesa. Anche per Kvaratskhelia è importante giocare più semplice, bisogna aiutarlo. E poi se resta sulla linea lui non può andare sull’esterno ma solo all’interno, ha bisogno di giocare in una posizione diversa. Ho parlato anche con Spalletti di questo aspetto e lui mi dà ragione, il Napoli deve ritrovare la forma, l’energia e la grinta. Non va bene questo sistema tattico che ha dato Mazzarri. Il Napoli aveva bisogno di giocatori già pronti per difendere lo scudetto“.

C’era una volta…

I miei tempi? Mi dispiacque molto perdere lo scudetto 80/81, se avessi vinto lo scudetto forse lo stadio adesso si chiamerebbe Rudy Krol (ride, ndr). Noi avevamo una grande squadra, c’era un grande ambiente, anche i massaggiatori, Carmando, Acampora, Tommaso Starace in cucina, un grande gruppo anche se forse non avevamo la qualità, ma volevamo vincere tutte le partite“.

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