Mazzarri
Foto: Goal.com

La sconfitta con la Juventus

Sono passati due giorni dall’ultima sconfitta del Napoli di Mazzarri in quel di Torino.

Sul campo della nostra più odiata e acerrima nemica.

Perdere fa male sempre, contro chiunque, ma con la Juventus, forse, fa più male.

La sconfitta ha tanti indiziati, ma sicuramente è da escludere dalla lista il mister.

Quali sono i problemi del Napoli

Mazzarri ha già trasformato la squadra, dal rottame dell’era Garcia si è passati, con rapidità, a una buona squadra che però ha ancora tante lacune difensive alle quali dovrà al più presto porre rimedio.

Lacune che già si iniziarono a vedere nel finale della sontuosa cavalcata condotta fino al terzo scudetto.

Lacune, dicevamo, che inspiegabilmente trafiggono la difesa come una lama che attraversa il burro.

Ricordate il gol subito da Saelemekers nel nefasto 0-4 col Milan?

Ebbene da quella rete, da quella partita la difesa ha sempre subito reti facendosi saltare come birilli (vedere gol di Barella in Napoli – Inter o il gol divorato da Vlahovic su assist di Chiesa) o subendo gol di testa.

Mazzarri ha messo in un campo un buon Napoli che ha messo in evidente difficoltà la squadra bianconera, ma ha sprecato due incredibili occasioni con Kvaratskhelia e Di Lorenzo.

E in queste sfide, soprattutto contro una squadra che concede poco o nulla, le occasioni devono essere sfruttate altrimenti al minimo errore si paga dazio.

Così come è successo.

Chi ha sbagliato sul gol della Juventus

Il gol subito dagli azzurri è lo stesso subito a Bergamo ad esempio, e ha sempre un concorso di colpe.

Analizzando nel dettaglio il gol di Gatti si individuano almeno quattro responsabili:

  1. Natan, perché Cambiaso non avrebbe dovuto crossare con quella libertà che gli è stata concessa.
  2. Rrahmani e Di Lorenzo, perché fanno saltare Gatti quasi indisturbato. Rrahmani non riesce più a vincere un contrasto aereo, si ricordano i gol di testa segnati da Giroud (due) e da Lookman. Ma non sarebbe più logico far giocare Østigård che sulle palle aeree si è dimostrato molto più forte?
  3. Meret, perché invece di uscire, resta fermo sulla linea di porta come il portiere del calcio balilla. Se l’avversario colpisce nell’area piccola, una volta denominata area del portiere, è quasi sempre colpa del portiere. Meret ovviamente paga anche le colpe di un cross partito senza contrasto, un Gatti che colpisce in mezzo a due difensori ma se esce col pugno ripara ai due errori dei compagni. Così come aveva fatto su McKennie nel primo tempo con quella bell’uscita.

Ma senza quel cross, ovviamente, non ci sarebbero stati gli altri errori e, soprattutto, la sconfitta.

Analisi sulla prova dell’arbitro Orsato

Finita l’analisi degli episodi di calcio, ora parliamo di Orsato da Schio, vero mattatore di serata.

Basterebbe limitarsi ai due recuperi dei due tempi.

Nel primo tempo, il cartellino giallo a Kvaratskhelia è costato, in tempi di recupero, quasi 50 secondi.

L’arbitro ha fatto finire l’azione della Juve prima di fischiare la fine del primo tempo. Nella ripresa, la lite tra Osimhen e Locatelli, è costato, in tempi di recupero, 23 secondi.

Ma non è finita qui.

Nel finale non ha più permesso al Napoli di giocare, fischiando sempre a favore della Juventus, ad es. il fallo di mano di Osimhen inesistente, con il fallo laterale per il Napoli trasformato in rimessa per Rabiot.

Oppure basta guardare il corner netto non concesso che è costato il giallo a Østigård che era accanto alla bandierina in fase di riscaldamento.

Poi Orsato dovrebbe spiegarci come mai è così fiscale con gli azzurri e così comprensivo con i giocatori bianconeri.

Orsato e le ammonizioni mancate

Penso che alla fine del primo tempo, sul suo taccuino, manchino nella lista di ammoniti:

Cambiaso che ha commesso almeno cinque falli su Kvaratskhelia anche trattenendogli la maglia, oppure per proteste quando dà un pugno al pallone in segno di protesta per una punizione fischiatagli contro;

Rabiot per fallo pericoloso su Zielinski (ginocchiata in testa);

Gatti, che ha sferrato una manata a petto e pallone a Kvaratskhelia che si apprestava a battere la rimessa laterale, provocandone la reazione e l’ammonizione (palla lanciatagli addosso);

Vlahovic che protesta platealmente dopo un fallo non sanzionato;

Kostic che protesta veemente con il guardalinee per una rimessa laterale che quest’ultimo aveva concesso agli azzurri e con Orsato che non solo non dà il giallo a Kostic ma lo accontenta pure e cambia la decisione del suo collaboratore.

Orsato e la gestione dei falli

Si parla di gestione di partita, come un momento di difficoltà della Juve, viene sempre alleggerito.

Senza quelle ammonizioni, quei giocatori continuano a fare entrate sempre con aggressività.

Viceversa sarebbero limitati perché con quel tipo di entrata rischierebbe il secondo giallo e quindi l’espulsione.

Ecco come si indirizzano le partite senza dare nell’occhio.

Orsato e il mancato rigore

Molti dubbi lascia infine il contatto tra Cambiaso e Kvaratskhelia, con il georgiano praticamente affossato in area di rigore. Come mai nessuna tv ne parla o ne fa vedere il replay? Solo Pistocchi e Forgione danno risalto a questo ennesimo furto arbitrale perpetrato ai danni del Napoli.

Mazzarri deve osare di più

Ora il Napoli deve risollevarsi al più presto, in termini di risultato.

Davanti a sé ha subito un’ottima occasione, la decisiva partita col Braga per il passaggio agli ottavi di Champions League.

Mazzarri deve essere bravo ad osare, così come fece nel 2011 quando trasformò Zuniga in terzino sinistro, ci aspettiamo di vedere contro i portoghesi il giovane Zanoli che negli ultimi minuti della sfida allo Stadium ha messo in mostra un buon recupero difensivo su Chiesa e, soprattutto, ha giocato decentemente in fase propositiva.

Mazzarri non può continuare a regalare un uomo agli avversari (che sia Natan o Juan Jesus), non può permettersi più di rinunciare a creare gioco anche sulla fascia sinistra.

Deve risollevare il morale di Kvaratskhelia, sempre più nervoso e poco incisivo anche perché lasciato a lottare sempre da solo contro due o tre difensori avversari.

Bisogna capire i movimenti di Zielinski che, invece di stazionare sul centro sx, si sposta sul centro dx andando a produrre traffico in una zona già intasata da Di Lorenzo, da Anguissa e da Politano.

Il Napoli deve cambiare rotta

Il Napoli non può più perdere tempo, deve tornare ad essere una squadra da combattimento e deve ritornare a vincere al Maradona, perché senza il suo fortino la rincorsa ai primi quattro posti diventerebbe una vera chimera.

Occorre però dare fiducia a Mazzarri perché il calendario delle prossime partite sarà meno arduo e perché il suo Napoli nelle ultime tre partite ha sì perso, ma ha dimostrato di non demeritare mai.

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