Ha attraversato gioie e dolori della storia del Napoli. Quanti scherzi fatti…e subiti. Nel calcio la figura del massaggiatore è qualcosa che va oltre il rapporto professionale con i protagonisti sul rettangolo verde. Diventa qualcosa di confidenziale con il quale dar sfogo anche ai problemi della vita quotidiana. Quanti in lui hanno visto un secondo padre, un fratello maggiore, un amico in più. Ma soprattutto ‘Lui’. In uno speciale del Guerin Sportivo dedicato a Maradona riproposto dopo la dipartita del Pibe c’è una foto con la seguente didascalia: “Non un massaggio alle gambe, ma all’anima di Diego”.

Quel 1998 tra Napoli e

Chi scrive era un adolescente un quarto di secolo fa e ricorda il bacio di Laurent Blanc sulla pelata di Fabien Barthez prima delle gare dei ‘Bleus’ nel Mondiale di France ’98. Ancora non sapevo che anche Maradona era solito dare un bacio in testa prima delle partite: non ai compagni di squadra, ma al massaggiatore, soprannominato “Vecchiarella”. E c’era anche Carmando tra tutti quelli che nel novembre di venticinque anni fa lo abbracciavano nel programma di Rafaella Carrà, quando Diego tornava in Italia dopo sette anni.

Anche con ADL

Ne ha viste tante Salvatore a Napoli: gli anni d’oro, quelli bui e le prime stagioni di Aurelio De Laurentiis: e quando nell’estate 2004 non c’era più niente del ‘vecchio’ Ciuccio andò lui nei negozi a comprare calzoncini e magliette per ripartire. Carmando è nato il 29 ottobre 1943: Tantissimi auguri.

P.S. Nelle scorse settimane a Santa Maria la Carità è stato disegnato un murales dedicato a Maradona e Carmando, con lo storico massaggiatore presente e intervistato da Stereo 5 Tv. Diego se lo portò in Messico nel 1986.

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