Fabiano Santacroce, ospite de “La Domenica Azzurra”, in onda su OttoChannel, ha parlato dello stato attuale del Napoli e della sostituzione di kvaratskhelia con Zerbin contro il Genoa. Queste le sue parole:

Il Napoli ha perso tre stelle

“Il Napoli ha perso tre stelle, il difensore, Kim, elemento portante, ma anche Giuntoli e Spalletti, e queste assenze pesano. Il direttore è molto importante al di là del mercato, tiene uniti presidente, allenatore e squadra. E Giuntoli ha dimostrato di saperlo fare molto bene. Poi ovviamente manca Spalletti, l’allenatore che ha fatto vedere il calcio migliore in Italia, con una squadra che si muoveva in armonia, sapeva attaccare in tanti modi, e invece quest’anno è carente in tanti aspetti.

Santacroce su Genoa – Napoli

Vedendo la gara di Genova, e dall’esterno, sembra quasi che il giocatore che riceve palla non sappia cosa fare, l’anno scorso gli azzurri giocavano a memoria, ora escono fuori solo giocate singole. Delle due l’una: o I calciatori non hanno ancora assimilato i nuovi concetti o l’allenatore non riesce a trasmetterli. Il cambio di Kvara? Non ho trovato ragioni per spiegarmi questa sostituzione, sinceramente. E’ stata una sostituzione senza senso, altro avrei pensato se fosse entrato Lindstrom. In ogni caso sul 2-2, con la gara che si può ancora vincere, non si toglie il georgiano che, pur non in grande serata, in un attimo può accendersi e ti risolve la partita.

Che significa poi premiare Zerbin?

Che significa poi premiare Zerbin? I calciatori li premi quando vinci 3-0, quando hai già la partita in mano. Garcia rischia? Non credo e non sarei d’accordo. Ci sono diverse cose da sistemare, però. I giocatori stanno un po’ sbandando, funziona la catena di destra con Di Lorenzo e Politano perché ci sono giocate prestabilite. Stiamo vedendo un Napoli che cerca di verticalizzare invano contro squadre che stanno sempre basse, a che serve? Con il Braga sarà importante reagire e vincere: visto il momento, ma anche per la qualificazione in Champions, sarà fondamentale vincere”.

Conclude Santacroce

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