Ottavio Bianchi è il Mister dello storico primo scudetto del Napoli. Colui che guidò gli azzurri alla storica impresa. Partenopei allora capitanati da Diego Armando Maradona che, contro tutto e tutti, li condusse a quell’incredibile traguardo nel 1987. L’ex allenatore ha rilasciato un’intervista a Il Mattino. Ha parlato dell’ultimo scudetto dell’attuale Napoli, giunto dopo 33 anni dal secondo. Ha valutato il momento che stanno vivendo i partenopei e il ruolo dell’allenatore. Una parentesi anche sul calcio arabo e sul denaro che circola in quella realtà. A riguardo un interrogativo anche su Diego calato nel contesto del calcio odierno. Queste le sue parole.

Bianchi sulla scorsa stagione

 “Quest’anno ha fatto davvero un campionato straordinario. Ma il Napoli, da molti anni ormai, è una realtà nazionale, direi anche internazionale.”

Come valuti l’inizio di questa stagione?

“Per me è positivo. Poi, dopo, l’allenatore può dare le sue indicazioni a seconda dei calciatori che ha a disposizione, e spesso si sopravvaluta anche questo ruolo. Nel senso che gli allenatori sono come i piloti. Oggi la Ferrari non va perché non c’è la macchina, non perché non ci sono i piloti. Quando, invece, c’è la macchina, allora anche l’allenatore bravo può esprimersi. Detto ciò, per dare un giudizio più completo bisogna aspettare almeno una decina di partite.”

 Il calcio arabo?

“Non ho motivo di giudicare se non il denaro considerando gli ingaggi di certi giocatori. Se ci fosse oggi Diego quanto avrebbe dovuto guadagnare?”.

Così ha concluso Bianchi: l’ultimo interrogativo ci tormenterà a lungo…

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