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Una giornata memorabile...


(A cura di Ciro Accardo)

Una giornata memorabile. Per la carica emotiva, per l'adrenalina. Per la lunga maratona televisiva e radiofonica della Vigilia. Con le palpitazioni di amici, colleghi e opinionisti. Per gli addobbi ad ogni strada come ai tempi di Diego. Per le auto e i visi dipinti di azzurro. Per gli aggiornamenti da Milano. Che hanno ulteriormente caricato l'ambiente di Fuorigrotta. Per gli abbracci di persone, anche sconosciute, in lacrime. Che non credevano ai propri occhi. Che pensavano anche ai loro cari defunti. Per i turisti che hanno invaso il capoluogo partenopeo. Per il colpo d'occhio del 'Maradona' pieno di bandiere. È la cartolina mirabile della domenica. Ventidue minuti di delirio. Nei quali il Napoli era Campione d'Italia. Il boato al gol di Olivera comparabile a una scossa di terremoto. Gente che ha sacrificato lavoro e famiglia. Che non ha dormito, che ha fatto i salti mortali. Che ha preso aerei e treni, anche di notte. Che ha speso centinaia di euro. Per la nostalgia della propria città natale. Per essere presente e dire io c'ero. Non importa se allo stadio. Oppure a casa di amici e parenti. Ai Quartieri Spagnoli. A Piazzale Tecchio. A Piazza Plebiscito. Sul Lungomare Caracciolo. Il gol di Dia ha soltanto rimandato la festa. Napoli ha assaporato il tricolore. Sognato e invocato da trentatré anni. Evidentemente la storia ha voluto un'altra data. Nell'era di maggio. Che sia mercoledì, giovedì a Udine o di nuovo domenica. Tra le proprie mura amiche. L'attesa aumenta il desiderio. Manca soltanto un punto. Una sola lunghezza per esplodere di gioia. Per esternare il proprio stato d'animo. E la felicità dell'intero popolo partenopeo. Manteniamoci forti. I tempi sono finalmente maturi. Per buona pace di chi assisterà. Consolandosi davanti al nostro spettacolo. L'ultimo passo, quello decisivo sta arrivando. Anche a nome di chi ci sta osservando. E guidando dal cielo. Esulteremo ancor di più anche per loro...

Ciro Accardo

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