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Venerato: "I rinnovi di Lobotka e Rrahmani sono operazioni ormai definite, Juan Jesus.."

 


A "1 Football Club" su 1 Station Radio, è intervenuto Ciro Venerato, giornalista Rai, ecco le sue parole:


Sviluppi della trattativa tra Zaniolo ed il Galatasaray?

“Ormai manca soltanto l’annuncio, Zaniolo sarà un giocatore del Galatarsay. In giornata raggiungerà Istanbul per le visite mediche. Il calciatore è stato convinto dai big della squadra, come Torreira, Mertens ed Icardi, ama anche dall’ex tecnico Mancini, che l’ha rassicurato sulla possibilità di perdere la nazionale. Tra le cause dell’addio andrebbe considerato un feeling mai nato tra Mou e Zaniolo. Inoltre, va specificato che si tratta in primis di un discorso contrattuale. Al procuratore erano stati promessi adeguamenti dopo la rete in finale di Conference, eppure la Roma ha continuato a rinviare gli accordi, preferendo l’adeguamento di altri giocatori di minore spessore come Cristante. Il ragazzo, poi, è venuto a sapere della volontà di Mourinho di sacrificarlo per motivi di bilancio, su richiesta della società. A ciò va aggiunta anche l’insofferenza ed il rigetto tattico di Zaniolo nei confronti degli schemi del portoghese. La goccia finale è giunta con i fischi di Coppa contro il Genoa, che hanno indotto il calciatore a chiedere la cessione. Zaniolo ha accettato l’opzione turca, seppur meno prestigiosa della possibilità Bournemouth in Premier, perché il rischio di vedersi escludere dal campo era alto, facendo un passo indietro nelle proprie ambizioni. Se la Roma avesse davvero voluto i soldi offerti dal Bornemouth? La società giallorossa sapeva bene di non poter avere più l’opportunità di chiedere determinate cifre in estate, con un giocatore ormai fuori dal progetto. Su Zaniolo la Roma fa una ‘megaplusvalenza’, a bilancio pesava soltanto un milione e la società risparmia anche i due milioni d’ingaggio. I virgolettati dei dirigenti durante il calciomercato, poi, non vanno mai letti, vanno attenzionate piuttosto le conversazioni private. La cifra complessiva dell’operazione è di 20 milioni. C’è una percentuale destinata alla Roma sulla rivendita del giocatore del 15%, con la clausola fissata a 35 milioni. Il contratto sarà di 3 milioni e mezzo per 4 anni e sei mesi, ricco di bonus legati al raggiungimento di alcuni obiettivi”.

 

La Roma interverrà sul mercato dopo la cessione di Zaniolo?

 

“Vi smentisco categoricamente la possibilità Isco, soprattutto per i costi dell’operazione. La Roma sostituirà Zaniolo con Solbakken, almeno in campionato. Il problema, infatti, è che il neoacquisto non è inserito nella lista Uefa, ciò potrebbe costituire un problema per l’Europa League”.

 

Mancini importante per la decisione di Zaniolo?

 

“Un colloquio se non determinante, sicuramente importante. Il ct gli ha garantito la titolarità in nazionale, a patto che dimostri il suo valore anche in Turchia. Tra i due c’è sempre stato feeling. Dunque, il fatto che Mancini gli abbia consigliato di cimentarsi nell’esperienza turca ha inciso molto sulla scelta del giocatore. C’era anche l’opzione Fenerbahce, che aveva offerto più soldi. Zaniolo ed il suo entourage hanno preferito i giallorossi di Istanbul. Al Galatasaray ci sono giocatori di livello, sarà infatti un’ottima chance soprattutto di giocatore con continuità ed in una squadra competitiva. Ciononostante, credo sarebbe stato meglio accettare il Bornemouth, l’esperienza in Premier avrebbe potuto offrire al ragazzo prospettive differenti".

 

Friedkin soddisfatti della gestione di Mou?

 

“Sicuramente la vittoria in Conference ha aiutato Mourinho. Tuttavia, le recenti dichiarazioni su una rosa incompleta non saranno piaciute alla società. Josè ha rifiutato, a dicembre, la nazionale brasiliana, anche se va compreso il motivo. Potrebbe essere un rifiuto legato alla volontà di rimanere a Roma e vincere lo scudetto, magari dopo la qualificazione Champions di questa stagione. Potrebbe, inoltre, trattarsi di un rifiuto legato alla possibilità di tornare sulla panchina del Chelsea. Potter, difatti, è a forte rischio, nonostante la tradizione progettuale inglese. In Premier tendono a concedere il giusto tempo agli allenatori, al fine di garantire continuità e solidità ai propri progetti. Basti pensare agli inizi di Klopp, Arteta e Guardiola, gestioni che in Italia non riusciamo ancora ad attuare, azzurri a parte. Il Napoli è un modello di gestione e, soprattutto, progettualità. Nonostante le pressioni di ambiente e critica, che spingevano per la testa di Spalletti a giugno, la dirigenza ha confermato l’allenatore, comprendendone l’indispensabilità per la continuazione del progetto. Una chiara eccezione del nostro paese, dove Sarri è stato esonerato dopo uno scudetto vinto e Pioli si ritiene sulla graticola dopo il successo dello scorso anno”.

 

Rinnovo di Lobotka e Rrahmani? “Sono operazioni già definite, resta l’incognita dell’annuncio. Sia procuratori che giocatori, però, sono tranquilli a tal riguardo. Anche Juan Jesus è vicino al rinnovo, il ragazzo è ben voluto dal tecnico ed ha saputo dimostrare il suo valore. Bisognerà soltanto accordarsi sulla formula: la società vuole un annuale mentre il ragazzo chiede un biennale. Credo, tuttavia, che l’avventura continuerà”.

 

Cosa l’ha colpita di più della gara con lo Spezia: la convivenza pacifica sugli spalti del Picco o cori beceri dello stadio?

 

“Sono molto più ferito per i cori dei tifosi di casa. Si è andati troppo oltre, soprattutto con i cori su Diego. E? stato assurdo, e sono ferito soprattutto per l’atteggiamento di Di Bello. L’arbitro avrebbe potuto almeno sospendere la gara, sarebbe stato un segnale importante di chi rappresenta la federazione, ed anche lo Stato. Finirà con la solita multa, e questo è un dispiacere”.

 

La crisi rossonera è davvero colpa di Maldini e Massara?

 

“In Italia si passa da un estremo all’altro in un attimo, manca equilibrio. Il periodo di crisi può capitare, inoltre lo spessore di questi due dirigenti non andrebbe mesos in discussione, soprattutto in virtù dei risultati raggiunti tra le mille difficoltà. Anche al Napoli, durante le difficoltà della gestione Gattuso, ci si affrettò a criticare Giuntoli ed alcuni suoi acquisti, su tutti Lobotka. D’altra parte, le critiche fanno parte del gioco, e sono frutto del momento, i tifosi sono spinti dalla passione ed è comprensibile, eppure ora mi sembra di leggere giudizi diversi. Gli addetti ai lavori dovrebbero riservare, però, un maggiore equilibrio di giudizio".

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