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Ti ricordo ancora...


 Vedi Napoli e poi... In almeno due casi però potremmo affermare "Vedi Torino e poi... perdi una certa continuità di rendimento o giochi di meno". Ma non è una questione di campanilismo. Se Fabio Pecchia dopo l'esperienza alla Juventus (1997-'98) non ha più giocato a certi livelli, anche Michele Pazienza non ha più giocato in una grande dopo la parentesi bianconera. I tifosi partenopei di lungo corso potranno dirvi che prima del trasferimento a Torino l'ex centrocampista nato a Formia (ma la sua terra è Lenola, sempre in provincia di Latina) era entrato nel giro della Nazionale. L'ex mediano pugliese fu protagonista 'occulto' dell'inaspettato piazzamento in Champions della stagione 2010-2011, quando Walter Mazzarri dopo una miniparentesi negativa (eliminazione dall'Europa League, sconfitta di San Siro contro i futuri campioni rossoneri e pareggio casalingo contro il Brescia poi retrocesso) fu bravo a tenere unito il gruppo soprattutto dal punto di vista psicologico. Con il tecnico di San Vincenzo Pazienza disputò 60 gare di campionato realizzando tre reti. Scrivono Dario Sarnataro e Giampaolo Materazzo nel volume 'Il Napoli dalla A alla Z': "Nel 2011 accetta la corte della Juventus che gli offre uno stipendio più alto, ma lo fa accomodare in panchina". Dopo Madama ha giocato con Udinese, Bologna in Serie A. A Napoli ha fatto bene, interditore che ogni tanto non lesinava a costruire. Personalmente ricordo con affetto Michele Pazienza in riva al Golfo. Lo scorso anno da allenatore ha riportato nel calcio professionistico l'Audace Cerignola.

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