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Salvione: "Non credo che il Napoli abbia già vinto lo scudetto, ma ha dato un segnale importante"

 


Pasquale Salvione, direttore della versione digitale de "Il Corriere dello Sport", è intervenuto a "1 Football Club" su 1 Station Radio, ecco le sue parole:

Reazione della Juve dopo la sconfitta con il Napoli?


"Dovrà ripartire dal primo tempo disputato al Maradona, poiché ha dimostrato di essere una squadra capace di giocare a certi livelli. Allegri, inoltre, può contare su alcuni calciatori importanti come Di Maria. Credo che Max, infatti, farà tesoro degli errori commessi dalla propria squadra, la quale ha reagito con carattere al primo gol subito. Ha avuto il merito di entrare nuovamente in partita, anche se si è sbriciolata con il passare dei minuti. Il panorama è diverso dopo la gara di ieri, ma non tutto sarà da scartare".

 

Allegri forse si è snaturato, poiché ha provato a giocare la gara a viso aperto...


"Ha tentato alcune mosse, poi è il campo ad offrire determinate risposte. Non è agevole giocare con il Napoli. Sicuramente Allegri ha avuto la prontezza di cambiare alcune dinamiche a gara in corso, è stato offerto qualche segnale di vita in più di una circostanza. Nella lettura a gara in corso Max è uno degli allenatori migliori.  Il risultato finale, tuttavia, non consente di dare un giudizio positivo sulle scelte del tecnico. Naturalmente sono stati maggiori i meriti del Napoli, il quale ha mostrato quanto fatto di buono in questa stagione".

 

Quale squadra è la reale antagonista del Napoli?


"Non credo che gli azzurri abbiano già vinto lo scudetto, nessuna squadra ha mai vinto il titolo prima della chiusura del girone d'andata del campionato... Ci sono ancora tante partite da giocare, senza considerare un numero elevato di punti ancora a disposizione. Chiaramente il Napoli ha dato un segnale importante alla stagione. La conferma di Kvara è stata una decisione da premiare, come pure la presenza in campo dal 1' di Mario Rui, il quale è stato cruciale in fase difensiva ed offensiva. L'altra mossa sorprendente ed azzeccata di Spalletti è legata ad Elmas, poiché tutti si aspettavano Lozano in campo dopo l'uscita di Politano".

 

L'intervento di Meret è stato salvifico: parere sulla sua stagione?


"È lecito sottolineare quella parata, è stato salvifico in quella circostanza. Se non avesse effettuato quell'intervento, la Juve avrebbe pareggiato. Si tratta, tuttavia, di una delle poche occasioni in cui è stato coinvolto. Si sta guadagnando la fiducia sul campo, tralasciando le critiche ricevute in estate".

 

Cinque i gol del Napoli, come un voto all'esperienza di Agnelli?


"Non credo, considerati i 29 titoli conquistati alla Juve... È mancata la ciliegina sulla torta, cioè la vittoria della Champions. mi sembra, tuttavia, ingeneroso assegnargli 5. È mancato sì il coronamento di quel sogno, obiettivo inseguito a lungo, ma non mi sento di bocciare la gestione Agnelli dal punto di vista sportivo".

 

Commento sul gesto di Allegri al termine della gara? Quale il motivo?


"Alla fine si è fermato ed ha dato la mano a Spalletti. Sicuramente era stizzito per il risultato. Max stava andando via, spesso lascia il campo anche prima della fine delle partite. Non credo che non aveva intenzione di salutare Luciano, anche se era un momento nel quale aveva le scatole girate".

 

Commento sulla Roma e sulle dichiarazioni di Mourinho circa la Coppa Italia?


"La squadra giallorossa è chiamata ad una prestazione importante dopo Milano e dopo il successo in Coppa Italia ha l'occasione di rilanciarsi anche in campionato. Ci sono state scintille a distanza da parte José rivolte a Candelà ed ha accusato anche la formula del torneo. Ma è una polemica la quale va avanti da anni. La competizione avrebbe più più fascino, se partecipassero anche squadre minori. Negli altri paesi la coppa ha il suo prestigio e regala emozioni incredibili, a differenza di quella italiana. Andrebbe effettuata una riflessione; le parole del portoghese dovrebbero invitare ad una meditazione, poiché la Lega e la FIGC dovranno fare il massimo per garantire al prodotto calcio un certo appeal".

 

Parere sulla prossima sfida con la Fiorentina?


"Mi aspetto una gara difficile, anche perché il club toscano è molto temibile. La Roma sarà spinta dal pubblico dell'Olimpico, sarà un'arma in più da sfruttare. Andrebbe ritrovata, tuttavia, la qualità dei suoi uomini migliori; il calciatore più atteso resta Zaniolo, chiamato ad offrire un segnale tangibile del suo talento. La rabbia è legata al mancato step in avanti non ancora effettuato dal calciatore, il quale dovrebbe mostrare le sue qualità in ogni partita. È inaccettabile che venga sprecato il suo talento, poiché potrebbe fare la differenza in ogni momento".

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