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Calaiò: "Questo campionato può perderlo solo il Napoli, non vedo altre squadre che giocano meglio"

 


A Radio Napoli Centrale, nel corso di "Un Calcio alla Radio", ha parlato Emanuele Calaiò, ex attaccante del Napoli, di seguito le sue dichiarazioni:

"Nel calcio, oltre alla bravura ci vuole tanta fortuna. Nel pieno della maturità, a 28 anni a Siena mi sono rotto il perone e mi sono fermato per 5 mesi. Io titolare in Nazionale di oggi? Vedendo la Nazionale degli ultimi anni, sarebbe più facile perché c’è poco in circolazione, ma sono contentissimo della carriera che ho fatto e mi godo questo Napoli che sta giocando bene. Io e Nicola Mora, mio cognato, abbiamo formato la Nazionale del Regno delle Due Sicilie come ex calciatori con tanti palermitani, campani e tante personalità del Sud con cui facciamo partite di beneficenza. Gol mio o di Pià a Brescia? Pià esultò perché disse di averla sfiorata e gli ho creduto. Scalata della serie B? Era incredibile, era un A2, c’erano giocatori che venivano dalla Serie A e anche in Serie B guadagnavano tantissimo. In quell’anno lì c’era il Genoa, Rimini di Matri, Piacenza, Bologna, abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Arciere? Partì tutto da una cena fatta con degli amici e per non imitare le esultanze dell’epoca, ne volevo una tutta mia, con un mio amico decidemmo di inventarci questo Robin Hood che faceva breccia nel cuore dei napoletani.

 "Frecce scagliate? Una a Buffon in quel Napoli-Juventus 3-3 di Coppa Italia. Chi segna questa sera? Mi auguro uno qualsiasi, basta che si vinca. A Napoli, ancora oggi, mi danno tanto affetto, nonostante io non sia più in attività. I tifosi, oltre che al Calaiò calciatore, hanno visto il Calaiò uomo. Santacroce? Siamo molto amici, ha dovuto smettere prima del dovuto, poteva fare molto di più, ma è stato molto sfortunato. L’uomo match di stasera? Potrebbe essere la serata di Kvara. Vorrei tornasse decisivo come lo è stato prima della sosta. La Juventus gioca molto simile all’Inter e gli esterni devono fare la differenza, fornendo palloni ad Osimhen. Raspadori come Calaiò? Abbiamo caratteristiche simili, lui è più duttile secondo me. Questo campionato, per quello che ho visto, può perderlo solo il Napoli, non vedo squadre che giocano meglio del Napoli. Festa della promozione? Ci penso sempre, per me è come fosse accaduto ieri. Sono emozioni stupende legate al mio gol contro il Lecce, con quel pubblico, la scritta ‘ti amo’ in curva, ricordi indelebili".

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