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Raspadori: "Napoli è stata una mia scelta precisa e non mi sono sbagliato''

Raspadori: "Napoli è stata una mia scelta precisa e non mi sono sbagliato, Spalletti e Giuntoli avevano fiducia in me, Scudetto? Ci credo, ma non è un'ossessione, Diego Armando Maradona è il genio, qui ti rendi conto cosa ha significato per questa città"


Giacomo Raspadori, attaccante del Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Spot rilsacindo le seguenti dichiarazioni::

 

"Napoli è stata una mia scelta precisa, sollecitato da ciò che mi dicevano Giuntoli e Spalletti: se mi passa la battuta, mi misero in mezzo, ero felicemente frastornato dalle loro parole, coglievo la fiducia. Non potevo sbagliarmi, non mi sono sbagliato. -afferma Raspadori - Il destino mi ha voluto a Napoli ed io non posso che esserne fiero. Era un’occasione da cogliere per me, perché io ho avuto modo di crescere guardando il Napoli di Sarri, impressionato sostanzialmente dalla natura stessa di un club che ha sempre avuto una filosofia diretta con lo spettacolo. Sa che io mi ci vedevo dentro questa squadra?"

 

Se vede trenta milioni di euro su un tavolo cosa fa?

 

"Se lei si riferisce alla cifra spesa dal Napoli per acquistarmi, non mi spavento. -prosegue Raspadori - Conosco ormai le dinamiche del mercato, so che può succedere - e con me è capitato - e che ci sono anche somme più rilevanti a definire certe operazioni. Fa parte del gioco. E stupirmi non avrebbe senso. Anzi, quasi quasi le dico che sono orgoglioso".

 

Già che ci siamo, dica anche altro: quante volte pensa allo scudetto?

 

"Sarei un bugiardo se fingessi il distacco. Ma non è un’ossessione. È l’obiettivo per il quale lavoriamo, ma senza stress. Però ci credo: per conquistarlo servirà l’impegno di questi tre mesi e la capacità di dimostrare che l’abbiamo meritato. -continua Raspadori - Le qualità del Napoli, finora, sono emerse".

 

Non le chiederemo Messi o CR7, Messi o Mbappé, ci è chiaro. Ma, domanda carogna, Messi o Maradona?

 

"Potrei cavarmela dicendo che io Diego non l’ho vissuto ma sarebbe una furbata. Chi vive di calcio è obbligato a sapere, a conoscere, ad informarsi. -sottoliea Raspadori -  Diego è stato il Genio e comunque se stai a Napoli ti rendi conto di cosa abbia significato Maradona per questa città".

 

Scelga il suo gol più bello.

 

"Forse quello di testa, all’Ajax, in Olanda, quasi contro la mia natura. -riciorda Raspadori - O magari quello in Nazionale all’Inghilterra".

 

Dal 10 al 26 settembre, due settimane folli.

 

"Gol al Maradona contro lo Spezia; poi a Glasgow e a seguire con la Nazionale al Meazza, a Budapest alla Puskas Arena e ad Amsterdam nello stadio intitolato a Crujff".

 

Sul Mondiale.

 

"La ferita del Mondiale è ancora aperta, non si è rimarginata, anche se adesso è tutto finito. -asserisce Raspadori - Ma durante questo mese, mentre vedevo le partite degli altri, la sofferenza l’avvertivo".

 

Scelga “il centravanti”.

 

"Benzema davanti a Lewandowski, di quelli che hanno esperienza e curriculum. -riporta Raspadori - Degli emergenti, ammesso che si possano definire tali, Haaland e Osimhen". 

 

Osi che le ha lasciato 559’ in campionato. Ma abbia fede, c’è chi ha fatto di peggio...

 

"Sono preparato: Julian Alvarez, neocampione del mondo, al City ha giocato solo 356’. Neanche Haaland scherza...".

 

E come la mettiamo?

 

"È la dura legge dei grandi club, va in campo chi merita e chi sta fuori cerca di afferrare le occasioni che capitano. È la sana concorrenza, forse pure uno dei segreti per migliorarsi. - sostiene Raspadori - Ed è la dimostrazione che stanno venendo fuori attaccanti destinati a dominare il palcoscenico internazionale per il prossimo decennio: Victor sta per compiere ventiquattro anni; il norvegese ne ha ventidue e mezzo; e Alvarez ne farà ventitré tra un mese. E aggiungeteci Mbappé: ventiquattro oggi".

 Conclude Raspadori

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