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Pistocchi: "Juventus? L'unico Scudetto che revocherei è quello 2018/19"

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio di Umberto Chiariello, è intervenuto Maurizio Pistocchi, giornalista ex SportMediaset. Queste le sue parole:


"L’intervista di Lotito andrebbe letta, dice che il calcio italiano non può fare a meno della Juventus. Si ripete ciò che è già successo nel 2006 quando non si poteva pensare di perdere per più anni una Juventus che aveva 12 milioni di tifosi, di proprietà di una famiglia ricca e potente, spesso in questo Paese c’è un occhio di riguardo verso i potenti. -afferma Pistocchi - Sono molto curioso di vedere come si muoverà la Procura Federale perché l’art. 31 del codice di giustizia sportiva è molto chiaro. Il problema più grosso di tutti riguarda i bilanci ed il differimento degli stipendi. 


Indagine di sistema? La Juventus è la punta dell’iceberg, sotto c’è qualcosa di molto grosso. Lo scorso anno sono stato intervistato in una trasmissione di Rai Tre e evidenziai una situazione che adesso è sotto gli occhi di tutti: le plusvalenze come metodo per alterare i bilanci, ma prima o poi si sarebbe arrivati ad un punto che avrebbe fatalmente provocato degli effetti devastanti. -prosegue Pistocchi - Il calcio italiano deve decidere cosa fare di sé stesso. Che sanzioni aspettarsi? Dalla multa alla retrocessione in Serie B, non mi aspetto né l’una né l’altra. La revoca dello Scudetto? Quello del 2018/19 sarebbe meritato sia per il comportamento sul campo sia per quello che è evidenziato dai fatti al momento, ma non credo succederà, credo ci saranno delle penalizzazioni al massimo. 



Il calcio italiano ha chiesto soldi allo Stato e lo Stato ha detto di no, non a caso Mario Draghi ha deciso di non farlo, perché sapeva perfettamente cosa c’era sotto. -aggiunge Pistocchi - È evidente che non si può andare avanti di questa maniera. Un amico commercialista mi ha sottolineato quanto sia grave ciò che sta accadendo da poter essere paragonato ai grandi scandali di società quotate in borsa. Come dimostrano i recenti fatti accaduti al Parlamento Europeo, noi italiani non siamo molto stimati, anche nello Sport utilizziamo mezzucci. Ci siamo fatti una bruttissima fama, nonostante negli anni ’90 siamo stati protagonisti in campi internazionali. Da quel momento in poi ci sono stati solo 20 anni di malagestione. Non vorrei essere nei panni del Ministro dello Sport, del Presidente del CONI e della FIGC. 



Messi? È il più grande giocatore degli ultimi anni, ha fatto tantissimi gol, tantissimi assist, ma il paragone con Diego non è proponibile perché il calcio è molto cambiato rispetto a quello degli anni ’80, soprattutto dal punto di vista disciplinare e regolamentare. -sottolinea Pistocchi - Oggi nessuno si sogna di fare a Messi i falli che riceveva Diego che veniva picchiato sistematicamente. Oggi il campione viene molto più tutelato. Indubbiamente due giocatori straordinari, ma la personalità di Maradona dentro e fuori al campo è superiore di quella di Leo che, tecnicamente, è forse ancora più completo. Trovargli un difetto non è semplice. Mondiali? Nelle mie previsioni avevo detto Argentina e Francia in finale, il Marocco ha fatto bene, ma anche molto fortunato. 



La Francia è una squadra solida e organizzata, ha possibilità di far male ed al Marocco manca il difensore centrale che è stato un leader. Ripartenza Serie A? Al di là dei motivi commerciali per cui una parte della stampa tende a creare illusioni nei tifosi delle altre squadre, ritiene Pistocchi -  il Napoli ha dimostrato di avere un allenatore che conosce le difficoltà, la pizza è molto cresciuta e la squadra unita. De Laurentiis? Ho sempre considerato un errore la poca empatia che dimostrava nei confronti della tifoseria. Devo dire che, però, il lavoro di gestione fatto negli ultimi 10 anni non è criticabile".

 Conclude Pistocchi

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