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L'EDITORIALE DEL DIRETTORE

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Chiariello: "Per tornare all'equa competizione, questo sistema va punito. Qui non siamo allo scandalo, ma ben oltre"

 


A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio Umberto Chiariello, è intervenuto con il suo editoriale. Questo quanto scritto dal giornalista:


"Mi viene voglia di ironizzare un secondo se penso a quanto ho ascoltato durante le nostre interviste radiofoniche da gran parte dei commentatori, juventini e no. -afferma Chiariello - Cerchiamo di focalizzare il filone stipendi ed il falso in bilancio rispetto alle operazioni, perché sulle plusvalenze non accadrà nulla: è già stato fatto un giudizio e sono stati già prosciolti tutti, la giustizia sportiva si è espressa. 


Quando mi sono permesso di eccepire, a bassa voce, non essendo tra quelli che sbavano per vedere la Juventus cancellata dallo scenario italiano, ma debitamente punita nel caso in cui, come credo fermamente, abbia commesso reati gravi, mi sono permesso di dire di aver letto intercettazioni abbastanza gravi rispetto alle plusvalenze. -prosegue Chiariello -  Tutti sappiamo che c’è stato un sistema truffaldino nell’utilizzo delle plusvalenze che, nella teoria, sarebbe una cosa sana che tiene in piedi tante società. Il Napoli, ad esempio, ha saputo fare dell’ottimo player trading a tal punto da poter ripartire con un vantaggio enorme in campionato. Ieri mi chiama un avvocato, in prima serata, e mi dà una notizia in anteprima: uno degli avvocati che è legale di una delle società coinvolte ha ricevuto la notifica. 



Mi è stato detto che stava succedendo una cosa incredibile: la Procura Federale ha deciso di non accettare la sentenza di proscioglimento sulle plusvalenze per tutte le società coinvolte nell’inchiesta Prisma, quella che riguarda la galassia juventina: Pro Vercelli e Novara, Sampdoria e Genoa, Empoli, Parma, Pescara e Pisa. Sono rimasto sorpreso nel sapere che non sono coinvolte Sassuolo, Atalanta e Udinese che sembravano essere parte integrante di questa galassia. -continua Chiariello -  Nel primo processo erano convolte 11 società, compresi Chievo e Napoli che non è stato coinvolto in questa richiesta di revocazione di proscioglimento perché non rientra nelle carte dell’inchiesta Prisma. 



Contrariamente a quanto scritto nel comunicato della Juventus, c’è stata un’indagine da parte della Procura Ordinaria che ha raccolto faldoni enormi di indagini, interrogatori, tra cui quello di Chiellini, che sono state trasmesse alla Procura Sportiva: su queste basi, Chiné ritiene che ci siano i presupposti per riaprire il processo. Il Napoli non può essere processato perché, per il Napoli, elementi di novità non ci sono, non rientrando in quell’inchiesta. -spiega Chiariello -  Come leggiamo dal fascicolo della Procura della Repubblica, i nuovi elementi acquisti dimostrerebbero: ‘L’esistenza di un sistema, di una organizzazione, di una programmazione di budget di compravendita di calciatori effettuate non per ragioni esclusivamente collegate a motivi tecnici, ma per ragioni esclusivamente collegate all’esigenza di conseguire mediante artifizi determinate risultanze economico-finanziarie’. 


Come scrive oggi Alessandro Giudice, molti club hanno fatto plusvalenze finte o gonfiate, spesso con operazioni spot, ma è innegabile che la Juventus abbia fatto delle plusvalenze un autentico sistema con cui coprire buchi di una gestione spericolata. -asserisce Chiariello - C’è un’altra cosa divertente: la dichiarazione di Chiellini. Chiellini ha dichiarato di saper bene che gli stipendi gli venivano distribuiti, che nel bilancio è stato messo l’importo del taglio e non sapeva se fosse o meno corretto. 



Giorgio Chiellini è laureato in Economia, quindi non l’ha detto un calciatore qualsiasi. Signorini, qui non siamo allo scandalo, siamo oltre, qui ci prendono per fessi. Se vogliamo tornare alla civiltà del calcio ed all’equa competizione, questo sistema va punito e vi dico di più: c’è da valutare un’altra faccenda, -spiega Chiariello - che l’art.31 del Codice di giustizia sportiva, al comma 2 c’è specificato la società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi  ovvero  mediante  qualsiasi  altra  attività  illecita  o  elusiva,  tenta  di  ottenere  od  ottenga  l'iscrizione a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle  disposizioni vigenti, è punita con una delle sanzioni previste dall’art.8. La mossa della Procura riapre il vaso di Pandora di questa schifezza che le società italiane hanno perpetrato quest’anno e cui la Juventus si è erta a capo sistema: ora o mai più".

Conclude Chiariello

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