Rafa
Benitez
, ex allenatore del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a
Repubblica. Queste le su parole:

 

Come si
gestisce una pausa lunga cinquanta giorni? 

“È abbastanza per recuperare, mentalmente e fisicamente. Prima il riposo,
poi gli allenamenti man mano più intensi, infine le amichevoli. -afferma Benitez – Alcune squadre
potrebbero faticare a ritrovare il passo. Ma chi fin qui ha puntato
sull’intensità, guadagnerà dalla pausa, che restituirà energie”.

 

Con tante
partite in poco tempo, da gennaio a giugno, sarà importante la rotazione
nell’impiego dei giocatori?

“Lo sarà nella parte finale dei tornei. Adesso le squadre cercheranno
continuità, puntando sui calciatori più affidabili. – prosegue Benitez – Solo chi ha avuto tanti
giocatori impegnati negli ultimi turni del Mondiale dovrà ruotare di
più”. 

 

Le piacciono i
maxi-recuperi sperimentati in Qatar?

“Sì. Il tempo perso va recuperato. Non mi piacciono invece le cinque
sostituzioni. Spezzano le partite e le alterano, favorendo chi ha riserve di
alto livello. -aggiunge Benitez – Si facciano nelle partite internazionali, ma non nelle
competizioni locali, dove le differenze di rosa sono maggiori”.

 

E l’idea del
tempo effettivo, come nel basket, le piace?

“No. Non risolverebbe il problema delle interruzioni tattiche. Anzi,
paradossalmente il ritmo della gara potrebbe risultare ancor più
spezzettato”. 

 

C’è un
giocatore che l’ha sorpresa al Mondiale?

”Alcuni sono stati fondamentali per le proprie squadre. -ritiene Benitez –  Julián Álvarez per
l’Argentina, Giroud per la Francia, Amrabat per il Marocco”.

 

Le piacerebbe
di più allenare Messi o Mbappé?

“Allenare i migliori è sempre una sfida. Dovrei conoscerli però. -prcecisa Benitez – Di Messi
un’idea me la sono fatta, grazie al comune amico Mascherano: è incredibilmente
una persona normale. Di Mbappé so poco”. 

 

E tra gli
italiani?

“Al Napoli ho avuto la fortuna di lavorare con Insigne. Ero un fan di
Pirlo. -rivela Benitez – Oggi mi piace Verratti. È intelligente, sa cosa fare”. 

 

In questo
Napoli c’è ancora qualcosa della sua squadra del 2013-2015?

“La mentalità. Anche in Champions non si accontenta di fare bella figura,
vuole vincere. -sottolinea Benitez – Negli anni ha avuto ottimi allenatori e buoni
calciatori”. 

 

Vincerà lo Scudetto?

“Non voglio passare per menagramo, evito di esprimermi. Di certo ha quello
che serve: entusiasmo, qualità, approccio. -spiega Benitez –  E la sosta mondiale potrebbe
giovarle”. 

 

Quali
giocatori di questo Napoli sarebbero titolari in Premier?

“Ne ha in ogni ruolo. Osimhen, ad esempio, giocherebbe pressoché
ovunque”. 

 

Milan, Juve,
Inter, Atalanta, Roma, Lazio. Quali sono le più pericolose per il Napoli ?

“Il Milan ha fatto un grande lavoro. La Juve non va mai data per vinta.
L’Inter è bene attrezzata. -ritiene Benitez –  Ma l’unica vera rivale del Napoli è il
Napoli”. 

 

All’Inter
vinse la Supercoppa italiana e il Mondiale per club, ma fu esonerato. Se
potesse tornare indietro, farebbe qualcosa di diverso?

“Sbagliai ad accettare di allenare senza poter fare mercato, a causa del
financial fair play. Una situazione simile l’ho trovata all’Everton dove, dopo
anni di grandi spese, non potevano più investire”. 

 

Conclude Benitez

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