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De Paola: "Questo Napoli non deve avere paura. Avversaria per lo Scudetto? Milan più attrezzato''

 De Paola: "Questo Napoli non deve avere paura, Spalletti sta insidiando una mentalità vincente alla squadra"

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio di Umberto Chiariello, è intervenuto Paolo De Paola, ex direttore di TuttoSport. aqueste le sue parole:


"Ci sono alcuni giornalisti andati in onda in una popolare trasmissione sportiva notturna che hanno difeso Allegri con toni ruffiani e sgradevoli. -afferma De Paola - La maggior parte di costoro hanno interesse solo nell’avere il suo numero di telefono per poterlo chiamare ed avere la sua benevolenza. È un atteggiamento sbagliato. Cosa si è rimesso a posto? La Juventus ha fatto un percorso vergognoso: a 10 punti dal primo posto, l’anno scorso è arrivata quarta e la Champions è andata. Stiamo ancora parlando di Allegri che si riscatta dopo 6 risultati di fila positivi? Ce ne vuole. È un anno e mezzo che diciamo che la Juventus avrebbe dovuto giocare più alta, che il bandolo della matassa della difesa della Juventus è Bonucci molto lento condizionando tutta la squadra, con Bremer la musica è cambiata. -prosegue De Paola - È da anni che sosteniamo che i senatori stavano frenando la crescita della Juventus. 



Avversaria del Napoli per la lotta Scudetto? Vedo il Milan più attrezzato, nonostante le distrazioni. Troppa paura per gennaio? A volte, viene stabilizzato all’interno dell’ambiente il DNA organizzativo che porta alla vittoria ed al successo. Questa cosa il Napoli l’ha smarrita, va riproposta e Spalletti lo sta facendo, anche con i tifosi. Errori arbitrali? Il Napoli non deve guardare quello che fanno gli altri, altrimenti starà sempre a piangersi addosso. -aggiunge De Paola -  Ha 10 punti di vantaggio sulla Juve e 8 sul Milan che è seconda. Sicuramente pesano, come in ogni campionato, ma se le vinci tutte o ti ci avvicini, il campionato si vince. Sono fautore della logica secondo cui non si deve guardare gli altri. ‘Rigorino’? Io pure penso che quello su Osimhen lo sia, ma anche che quello di Danilo è un fallo di mano. Non bisogna cascare in queste cose. 



Oggi le prime pagine parlano di Rugani, perché dobbiamo pensare che il Napoli viene discriminato? Linea editoriale nazionale? Sicuramente ci sono più lettori e tifosi della Juve, dell’Inter e del Milan. Il Napoli e la Roma hanno un altro quotidiano, il Corriere dello Sport. -prosegue De Paola - Chi dice a costoro che Spalletti non sia stato l’allenatore più lucido del campionato concedendosi questa sosta per ripartire a razzo alla ripresa e scardinando ogni luogo comune? Questi sono due campionati, il primo il Napoli l’ha già vinto, il secondo è ancora nelle sue mani ed è tutto idilliaco. Il Napoli è apprezzato da tutti anche a livello europeo, il tifoso ha bisogno di sicurezze che ci sono, bisogna stare tranquilli. 



C’è Kvara, Anguissa, Lobotka, la difesa con Kim, comprese le scuse da galantuomo, il Napoli in ogni aspetto è eccezionale. Questione D’Onofrio? Si dice che l’AIA è una cosa indipendente, ma io fossi in Gravina mi sarei dimesso. -ritiene De Paola -  È una delle cose più gravi che io abbia mai sentito. Questo è un terremoto del calcio italiano, non degli arbitri e basta. Colui che determina le carriere degli arbitri è un delinquente, ci rendiamo conto? La Federazione non ne sa niente, è uno dei punti più bassi del calcio. È un atteggiamento massonico quello del mondo arbitrale, in questo caso serve solo a nascondere manovre oscure, atteggiamenti fraudolenti. La trasparenza che si chiede in questo mondo non può prescindere da quella dei suoi dirigenti".

 

Conclude De Paola

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