Adolfo
Mollichelli,
nella sua rubrica su NapoliMagazine.Com, analizza l’attuale
momento del Napoli. Questo quanto scritto dal giornalista:


”Fuga
per la vittoria. Certa la fuga, probabile la vittoria, con tanto di rito
apotropaico da celebrare. Più per gli occhi secchi – l’uocchie sicche so’
peggio d ”e scuppettate – che per quanto dica la realtà che racconta di
primati d’eccellenza: l’anello di vittorie consecutive, il numero dei gol
fatti, il re dei bomber del campionato, l’accesso da primi della classe agli
ottavi di Champions che ha consentito un sorteggio più che favorevole,
l’incrocio con i tedeschi poco germanici dell’Eintracht di Francoforte, con
vista sui quarti di nobiltà. Il successo in quel di Bergamo, Alta o Bassa non
fa differenza, l’annovero tra i capolavori del Ciuccio in questo suo avvio
travolgente. -afferma Mollichelli – Perché la Dea senza coppe era fresca e tosta e vogliosa di
stupire. Perché era passata in vantaggio. Perché gli spallettiani l’hanno
raggiunta in una manciata di minuti. Perché l’hanno superata in tromba. Perché
l’hanno costretta a non praticare il solito gioco arrembante con continui cambi
di fronte. Perché è stato uno spasso – essì che in questi casi mi diverto –
ascoltare quel simpaticone del Gasp cianciare di sconfitta immeritata. Avrà
visto un’altra partita, mister Gasp, dalla sua impertinente area tecnica. O
forse non avrà capito, non si sarà reso conto, che se la sua Dea era stata
denudata del peplo c’era una ragione, davanti agli occhi di tutti. -aggiunge Mollichelli –  In parole
povere: battuto dalla strategìa adottata dal filosofo di Certaldo studioso di
Schopenhauer. 



Avesse detto mister Gasp: che jella quella traversa fantozziana,
avremmo convenuto. Ma per tutto il resto,nisba mister Gasp. La sua Dea senza
peplo s’è ritrovata nuda e scossa senza poter resistere alla soverchiante
bellezza di chi le stava davanti. -prosegue Mollichelli – Nel giorno della forzata assenza del ragazzo
d’oro venuto dall’Est, Kvara, il Napoli ha dimostrato di poter fare a meno di
chiunque e questa è la prerogativa delle grandi squadre. Oddio, merito anche di
chi l’ha costruito questo meraviglioso giocattolo aazzurro. Non so quante altre
compagini, tra quelle di casa nostra e quelle dell’Europa tutta, possano
beneficiare dell’uno più uno uguale a uno, cioè di due giocatori più che
eccelsi per ogni ruolo. E mentre ci beavamo delle cavalcate alla Best-Boniek –
classe più potenza – del georgiano delle meraviglie, mentre ammiravamo le
geometrie euclidee di Lobotka, mentre ci stupivamo di Kim il coreano –
Koulibaly, chi era costui! – mentre osservavamo la tecnica di Raspadori e i gol
lampo di Simeone, quasi c’eravamo dimenticati di Zolla Gialla. O meglio:
aspettavamo che l’Uomo in Maschera si unisse alla comitiva e che decidesse di
recitare la parte del leader della combriccola. -spiega Mollichelli – Ed eccolo il nigeriano
sbracciante, il centravanti alla Bolt, prendersi la scena per la dannazione dei
difensori che sono costretti a marcarlo. Prima della sosta per il campionato mondiale
più folle del mondo di scena al Maradona Empoli ed Udinese. Metto in conto 6
punti, se così sarà si metteranno alle spalle altri chilometri per la fuga.
Fuga per la vittoria, ma sì’’


Conclude
Mollichelli

 

 

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