Atalanta-Napoli? Ho solo un timore. Se facciamo la nostra partita non c’è storia, ma la fisicità mi spaventa. Meret? Ha carattere, sta emergendo nonostante le difficoltà”

A
Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un Calcio alla Radio”, è intervenuto
Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:


“Capisco che è difficile far
cambiare opinione su un calciatore ai tifosi ed a volte ai media, ma cos’altro
deve fare Meret? Ha carattere, sta emergendo nonostante le difficoltà. È un po’
colpa sua, degli infortuni, ma questo appartiene al passato. -afferma Di Fusco – Quest’anno è
riuscito ad avere continuità nonostante la sfiducia dell’allenatore. 


Meret sta
conquistando la fiducia con le magistrali prestazioni, tolta quella col
Bologna. Sui gol del Liverpool ha fatto gesti tecnici importanti, non
strafalcioni. Non so perché su di lui si va a cercare il pelo nell’uovo anche
quando non c’è. -prosegue Di Fusco – Meret non è ancora un grandissimo portiere, ma ha tutto per
poterlo diventare. Abbiamo aspettato Zielinski 4 anni. Le due parate sui due
gol non le fanno tutti, non fanno in tempo, specialmente la prima. 


Lui gioca
così e lo fa con la pressione di dover riconquistare la fiducia
dell’allenatore, del pubblico e nonostante questo sta andando avanti bene,
senza fare quali errori. -aggiunge Di Fusco – La papera classica la fanno tutti dopo 10-11 partite.
È tramite gli errori che si fa l’esperienza. La fase difensiva ha una grande
organizzazione, soprattutto perché quest’anno c’è un centrocampo a 3 che filtra
meglio. I difensori sono forti, ma la cosa bella è che chi entra entra, va
bene. 



Atalanta-Napoli? Ho solo un timore. Se facciamo la nostra partita non c’è
storia, ma la fisicità mi spaventa. Gli esterni soffrono un po’ questa cosa.
L’Atalanta è una squadra forte fisicamente, anche con l’Udinese c’è stata
qualche difficoltà. Il Napoli ha dimostrato di non doversi snaturalizzare, sono
gli altri a doversi adattare a noi. Loro possono cercare solo di limitarci,
come il non-gioco della Roma”.

Conclude Di Fusco

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