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Una notte da incubo al Maradona

 

Si avvicina Halloween e, agli ospiti venuti dalla lontana Scozia, anche se con un po’ di anticipo, Simeone&Co. non hanno preparato dolcetti, ma solo scherzetti.

Saranno stati anche scherzetti di cattivo gusto dal loro punto di vista, ma che hanno reso orgogliosi il popolo napoletano.

In questo momento della stagione, valutando lo stato di forma delle squadre, l’epilogo poteva sembrare anche scontato. Il 3-0 è servito a tenere a debita distanza il Liverpool anche dal punto di vista dello scarto reti, ma a mettere pepe e curiosità nel match ci ha pensato Spalletti.

Ostigard al fianco di Kim, Elmas in mediana e Simeone al posto di Osimhen con Raspadori chiamato a fare il Kvaratskhelia a sinistra sono stati l’oggetto delle attenzioni del “fenomeno” Napoli.

Andiamo per gradi.

Ostigard, dopo un primo periodo di rodaggio, ha iniziato ad addentrarsi nei movimenti giusti sia in difesa che in avanti mettendo anche il timbro del 3-0.

Elmas ha contribuito a chiudere gli spazi in mediana e ripartire con tecnica.

A Simeone sono bastati 15 minuti per mettere a segno la sua prima doppietta in Champions e diventare il secondo giocatore argentino ad entrare nella storia del calcio per aver messo a segno 4 gol nelle sue prime 4 gare di Champions… secondo in compagnia di Simeone, Diego però. Cholo e Cholito gli unici argentini della storia ad aver raggiunto questo particolare obiettivo (per ora, Cholito ha la possibilità di migliorarsi).

Peccato si sia fatto ingolosire dalla tripletta in alcune situazioni, avrebbe potuto arricchire la sua gara anche con qualche assist.

Raspadori, a cui è bene affiancare Politano per similitudine di prestazione, è stato autore di una gara maiuscola. Due buone accessioni non sfruttate, è vero, ma una generosità rara. Disponibilità a correre, a rincorrere encomiabile. La parola d’ordine è aiutare: aiutare la squadra con la migliore scelta, aiutare il compagno in difficoltà raddoppiando, aiutare il compagno in possesso facendo movimento per dargli sempre una soluzione in più di passaggio.

Con ogni probabilità, oltre al risultato, ieri sera Spalletti ha risolto altri due nodi.

Il primo è il ruolo di Elmas: la mezz’ala è sicuramente la posizione che più gli si addice. Questa collocazione è stata favorita dalla prova di Raspadori che ha dato prova, senza possibilità di smentita, di essere in grado di far rifiatare Kvaratskhelia a sinistra.

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