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Il Napoli di Lippi e Ventrone

Sicuramente Lippi deve tutto alla Juventus. Ma per il suo approdo in riva al Po è stata importante la stagione sulla panchina del Napoli. Era l'annata antecedente Usa '94 e il ct del quarto titolo iridato dell'Italia condusse il 'Ciuccio' a un buon sesto posto in classifica. Va ricordato che allora il club partenopeo si avviava verso un lento declino e il tecnico viareggino si ritrovò senza Massimo Crippa e Gianfranco Zola. Quel campionato verrà ricordato per il primo da titolare di Fabio Cannavaro, come l'ultimo a Soccavo di Ciro Ferrara, Daniel Fonseca, Jonas Thern (senza dimenticare gli ultratrentenni Giovanni Francini e Giancarlo Corradini). Pino Taglialatela era tornato alla base,


il Napoli aveva prelevato dall'Avellino Fabio Pecchia e Roberto Bordin dall'Atalanta. Vi era anche Paolo Di Canio, autore di cinque reti tra le quali una bellissima al Milan. In quella stagione la squadra campana riuscì a battere in trasferta il Parma di Nevio Scala detentrice della Coppa delle Coppe e futura vincitrice della Supercoppa europea. Anche al ritorno a Fuorigrotta i gialloblù vennero sconfitti e per l'occasione la curva B inscenò una coreografia con le coreografie dei calciatori. Quello di Lippi è stato un bel Napoli, i cui giocatori per diversi mesi non presero gli stipendi (come dichiarato dallo stesso tecnico viareggino in un'intervista a Walter Veltroni sul Corriere dello Sport nel dicembre 2015). Il Napoli di Lippi e di Giampiero Ventrone.

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