Serata memorabile ma si aspetta

Nessuno poteva pensare ad un
risultato del genere in casa dell’Ajax, magari una vittoria sofferta con alcuni
gol, quello si ma 1-6 sembra un risultato di una partita tra Napoli e “scappati
di casa”, una partita di allenamento tra titolari e riserve oppure contro la
squadra primavera.

Eppure era una partita ad
Amsterdam in uno stadio che non ha mai visto una sconfitta del genere e forse
non è mai esistita da quando esiste l’Ajax.

Il Napoli è andato in
svantaggio quasi subito e forse, la maggior parte dei tifosi azzurri hanno
pensato che sarebbe stata dura contro i veloci  ragazzi olandesi che in queste situazioni si
esaltano, specie allo Johan Cruijff Arena , invece è stato un monologo
Napoletano una tarantella che ha ubriacato gli avversari trasformandoli in una
squadra di promozione ma di sicuro non lo erano. Quasi superfluo cercare un migliore
nel Napoli, il solito Anguissà un maratoneta tecnico e possente che pur marcato
ad uomo ha trovato il modo di spadroneggiare a centrocampo. E cosa dire di
Lobotka che sembrava una palla da flipper incontrollabile ed uno statuario Di
Lorenzo capace di staccare da terra e colpire come se fosse il Savoldi dei
tempi belli. Davvero difficile trovare difetti ai giocatori del Napoli ma perché
trovarli se non ci sono?

Piuttosto mi soffermerei su un altro aspetto
di questa serata straordinaria di sport partenopeo ed è quella relativa ai tifosi
del Napoli.

Oltre a quelli presenti allo stadio i quali
hanno vissuto momenti di grande felicità e passione quasi increduli di quello
che stavano vedendo, mi piacerebbe soffermarmi su un aspetto non marginale ed è
quello della maturazione ma anche della consapevolezza.

Fino a qualche anno fa dopo una roboante
vittoria degli azzurri, il popolo napoletano avrebbe espresso la propria
felicità con euforica rappresentazione stradale, urli , clacson, gruppi festosi
e tutto quello che ci si aspettava dall’appassionato tifo partenopeo, d’altronde
siamo ad un passo da una qualificazione che alla vigilia sembrava difficile o
quanto mento complicata avendo calciatori, che la Champions, l’avevano vista
solo in televisione o sui social.

Invece abbiamo tutti gioito dentro lasciando
le feste alle trasmissioni sportive oppure alle rappresentazioni dei simpatici
Youtubers . Cosa è cambiato?

Una parte del tifo azzurro è maturato ma non
sottovalutiamo quello che è successo negli ultimi anni con i Napoli di
Ancellotti, Gattuso e lo stesso Spalletti.

Erano delle squadre competitive pronte a
sferrare il colpo di grazia ma poi succedeva qualcosa di inaspettato che faceva
sprofondare i tifosi in una profonda delusione e da qui una gran parte dei
supporters azzurri si sono messi contro la società accusandola di scarso
interesse alla vittoria e poca vicinanza a quelli che erano le esigenze della
squadra e dell’allenatore. Non è lontano la partita del Napoli di Gattuso contro
il  Verona ed il finale di campionato
dello scorso anno col presidente che stazionava da 8 mesi negli Stati Uniti
mentre il Napoli cercava di strappare uno scudetto che non era affatto
impossibile.

Ora i tifosi sono li, pieni di passione, ma
con il “fucile puntato”. Gli inviti, alla presidenza, di lasciare il Napoli e sistemarsi
a Bari, hanno messo De Laurentis nella situazione di dover decidere avendo in
oltre la necessità di risanare un bilancio che superava i 200 mln di passivo.
Finalmente ADL decide di affidarsi a Giuntoli il quale aveva l’ingrato compito
di risolvere il debito, e mantenere alto il tasso tecnico. Una vera impresa ma
il dirigente toscano ci è riuscito e De Laurentis ha ancora il posto sul trono
ora tocca a tutti portare la squadra a vincere e non deludere e quando si dice
tutti si intende presidenza, allenatore e giocatori.

Intanto i tifosi si limitano ad un “Forza
Napoli sempre” ed aspettano.

 

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