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Ordine, Rampulla, Fimmanó e Sorrentino a Radio Crc sul Napoli, Meret, Juve e Champions

A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Franco Ordine, giornalista

“Inter? È stata una serata utile per il risultato. L’avversario era di modesta fattura e non vincere sarebbe stato un bel problema soprattutto per l’ambiente. Il Napoli? Non sono rimasto sorpreso. Obiettivamente questi gironi di Champions League mi pare che stiano confermando un po’ le difficoltà di qualche club inglese. Ieri il Tottenham ha fatto cilecca ad esempio. Questo fa pensare che in questo momento ci siano condizioni fisiche molto variabili. Ho visto giocare il Napoli con la stessa intensità anche in campionato contro squadre di spessore inferiore. Ha un calcio sciolto ed in qualche caso dirompente con Kvaratskhelia. Il Milan? Per la squadra cominciano due giorni molto complicati perché già a Genova contro la Sampdoria c’era l’intenzione di fare un po’ di turnover con Leao, poi è successo che ha preso la squalifica. Non sono a disposizione neanche Rebic e Ibrahimovic. Mi dispiace per lo spettacolo che ne perderà anche senza Osimhen, ma sono curioso di vedere come reagiranno le due squadre. Chi ci perde di più? È un po’ complicato fare comparazioni. Dipenderà soprattutto dalla formazione che Pioli sarà in grado di trovare vista questa assenza. Francamente al di là di quelle che possono essere le assenze mi aspetto una partita di calcio bella. Molto dipenderà dalla formazione che troverà Pioli perché non avendo nessun giocatore che possa giocare a sinistra per caratteristiche, dovrà inventarsi qualcosa”.
A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Michelangelo Rampulla, ex calciatore

“Vincemmo 4-0 contro i Rangers, anche se è stata una partita dura. Il Napoli è superiore, l’unica insidia può essere l’atmosfera, anche se i giocatori del Napoli sono abituati al grande pubblico. Hanno la mentalità inglese. Anche a livello tecnico il Napoli è nettamente superiore. Loro hanno questa velocità, questo tipo di gioco come le inglesi, ma gli azzurri possono metterli in difficoltà. Anche loro conosceranno molto bene il Napoli, quindi non si butteranno a capofitto perché si deve stare attenti alle ripartenze. Ma io penso che nella natura di queste squadre ci sia l’indole di partire forte. L’anno scorso sappiamo tutti com’è iniziato il campionato per la Salernitana, mentre quest’anno è stato fatto un programma e speriamo di continuare a fare quello che stiamo facendo in campionato”.
A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Francesco Fimmanò, avvocato della Salernitana

“La gara contro la Juventus? Uno dei motivi per i quali il calcio italiano perde di posizioni è un motivo tecnico e non organizzativo. Noi ci siamo assuefatti all’idea di vedere
vincere la nostra squadra vincere giocando male. In Inghilterra è differente, il nostro è un grosso problema culturale. Il prodotto non interessa all’estero. Il tifoso si chiede perché il Napoli gioca in maniera spettacolare contro il Liverpool e non contro lo Spezia, ma sicuramente non è colpa degli azzurri. Noi abbiamo detto che si può rigiocare per dare spettacolo nuovamente. Non ci sono le condizioni, impazzava questa cosa sui social senza fondamento. Anche se è vero, se ci dicessero di giocare tre volte contro la Juve piuttosto che contro il Real Madrid, sceglieremmo la Juve. Il presidente è un grande innovatore. Sono state fatte due volte le sostituzioni degli attaccanti, la prima mentre eravamo sul 2-1 contando che era più offensivo di quello che è uscito. Magari se la Salernitana si chiudeva a fortino la portava a casa, ma cosa avrebbe dato al calcio? Sarebbe cambiato poco per me anche se non avessimo portato punti a casa. Le emozioni forti sono spettacolo, se noi volessimo pensare ad una sceneggiatura, non poteva venire meglio. La gioia non è una sciocchezza della vita, ma una cosa fondamentale. Quando il presidente dice di essere felice di rigiocarla, è perché siamo felici di vedere un altro spettacolo. Champions League? Il Napoli è una squadra come la Salernitana a trazione anteriore. Il Napoli ha evidenziato il limite a portare a casa partite come quelle con Spezia e Lecce. Non ci dimentichiamo che è un problema storico del Napoli che ha inciso sulle mancate vittorie dei campionati. Gli obiettivi principali li perdi perdendo punti con le piccole. Voglio vedere se Osimhen avrebbe potuto fare quello che ha fatto con il Liverpool. Io non penso che il Napoli senta una grande assenza con la sua mancanza”.
A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Stefano Sorrentino, ex calciatore

“Meret? Potremmo starne a parlarne per ore, mi fa enormemente piacere sapere che è migliorato con i piedi. Sono sempre stato un suo estimatore. Sull’alternanza dei portieri non mi trovo d’accordo. Ci devono essere delle gerarchie: primo, secondo e terzo. Con l’alternanza si rischia di fare confusione. La scelta di Inzaghi è differente da quella che coinvolgeva Meret negli anni scorsi. Onana è stato preso per essere il dopo Handanovic. Gli è stato dato un periodo di ambientamento. Inzaghi ha deciso che Handanovic è il portiere del campionato e Onana quello delle coppe, il discorso di Alex è differente. I difensori stessi si affinano anche con la fiducia col portiere. Se è importante sapere giocare con i piedi? Io facevo il minimo indispensabile, ma il calcio sta cambiando e così anche il ruolo del portiere. Se il portiere ha la maglietta diversa dagli altri 10 è perché deve saper usare le mani, poi ben venga se sa giocare anche con i piedi. Per tutti quelli che lo criticavano perché parlava poco vorrei chiedergli se fossero in campo con lui. Potrebbe avere meno pressioni rispetto a prima dato che era sempre sotto esame quando scendeva in campo e adesso giocando con continuità ha rafforzato il suo carattere. Secondo me non ci sarà una squadra che farà una fuga in classifica, ci sarà possibilità per tante squadre come Roma e Atalanta. Rigore parato a Ronaldo? Mi piaceva analizzarli e studiarli, poi uno deve essere anche portato per parare i rigori e mi sono tolto l’ultima soddisfazione della mia carriera. È bello parare sempre, che sia Cristiano Ronaldo o un altro, l’importante è che la palla non entri. Io pensavo ad andare a curare i dettagli più dei giocatori meno conosciuti rispetto ai campioni”.

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