A Radio CRC,
nel corso della trasmissione “Si Gonfia La Rete”, è
intervenuto l’ex arbitro Graziano Cesari che ha rilasciato le seguenti ndichiarazioni:

“Spero che
il fuorigioco semiautomatico aggiusti qualcosa. L’anno scorso in Spezia-Lazio
abbiamo visto il gol di Acerbi palesemente in fuorigioco.

Quelle sono
macchine, qui invece sono uomini che danno un giudizio personale.

Ho parlato
con Massimo Mauro e non voleva dire cio che ha detto. Le stupidaggini le
diciamo tutti. -afferma Cesari – Il Var è stato portato per garantire uguaglianza, ma in questo
momento è difficile pensarlo visti gli errori che sono inguardabili. 

Che partita
è stata Lecce-Monza? Palesemente sbagliata dall’arbitro. Errori talmente grossolani
che mettono in difficoltà tutti.

Uno degli
obiettivi di Falange era inserire gli arbitri, adesso mi sento dire che non
sono pronti. -prosegue Cesari – Non serve più correre tutta la partita, perché il ruolo
dell’arbitro è cambiato. Ad oggi l’arbitro deve confrontarsi con l’esterno
altrimenti diventa antipatico.

Aldilà del
colloquio, che è difficile, perché non ci sono gli altoparlanti che possono
spiegare la decisione? Ci sono i display che possono raccontare l’azione,
dovrebbero spiegare anche il perché.

Abbiamo
visto tante ragazze arbitro che si comportano benissimo, MariaSole si è
immediatamente candidata per le sue caratteristiche. -ggiunge Cesari –  Capisce benissimo i
movimenti, ha un rapporto buonissimo con i giocatori senza alterarsi o
modificare le decisioni che prende, crea un rapporto privilegiato con i
giocatori.

Non ho mai
sentito un presidente dire “la partita la possiamo ripetere” e voglio fare i
complimenti al presidente Iervolino. Apprezzo tantissimo il suo senso sportivo
e la sua cultura.”

Conclude Cesari

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Vincenzo Vitiello
Direttore Responsabile Terzo Tempo Napoli --- Napoletano di origine e milanese di adozione, segue tutto lo sport in generale ed il calcio in particolare. Oltre ad aver esercitato la professione di Docente di scuola media superiore, da giornalista ha collaborato con alcune importanti testate giornalistiche ricoprendo anche cariche dirigenziali.

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