Adolfo Mollichelli, nella sua rubrica su NapoliMagazine.Com, analizza la situaione attuale nel massimo campionato italiano riguardante -secondo il suo parere- la presenza di un qualcosa di strano nel cielo del campionato che sa d’antico. Queste quanto scritto dal giornalista: 


‘’C’è
qualcosa di strano nel cielo del campionato e che sa d’antico. Il fatto sui
generis è costituito dalla presenza nelle prime quattro posizioni di Napoli,
Atalanta, Udinese e Lazio e dal ritardo sulla tabella di marcia degli squadroni
di Milano e di quel che resta della madama. Napoli e Lazio hanno conosciuto il
tricolore, Bergamo ed Udine no
. -afferma Mollichelli – Spira aria nuova, quasi che il campionato del
calendario asimmetrico abbia voglia di cambiamento e goda nel vedere in ambasce
le storiche tiranne. Quasi che Eupalla alquanto stufa delle solite attrici
voglia tessere una trama diversa. Come accadde in Premier quando la cenerentola
Leicester, guidata da Ranieri il testaccino, mise in fila i ricchi e blasonati
squadroni di rosso e di chiaro vestiti, oh! yes. 



A Napoli lo Scudetto manca da
33 anni. A Roma, sponda Lazio, da 22. Stavolta ci sono tutti i presupposti
perché possa aver luogo il cambio della guardia, la sortìta del numero
ultraritardatario. Oggi come oggi le quattro battistrada posseggono una marcia
in più insieme con una freschezza che non è soltanto atletica bensì figlia
della voglia matta di voler e poter stupire. -prosegue Mollichelli – Nell’ultima giornata di campionato
ho seguito tre partite: Udinese-Inter, Monza-Juve e naturalmente Milan-Napoli,
il big match del cuore. 



L’Udinese, compagine che accoppia la straordinaria
forza fisica ad una pregevole velocità di pensiero e azione, grazie al rinato
Pereyra ed a Deulofeu (Aurelio Primo ci aveva fatto un pensierino) riciclatosi
da goleador a finisseur d’attacco. Inter kaput. Con l’immancabile codicillo
delle geremiadi inzaghiane. -aggiunge Mollichelli – Nella città della monaca di manzoniana memoria in
clausura c’è finita la madama che oserei definire un ibrido tra la noia e lo
squallore. Monumento alla follia che imperversa da tre anni lungo il Valentino
con l’acclarata incompetenza tecnica. Girava la battuta su Arrivabene che tra
Ferrari e Juve non ha mai vinto a Monza. 




In serata, lo spettacolo puro fornito
da rossoneri ed azzurri, match che dal decimo della ripresa, in particolare,
nulla ha avuto da invidiare alle partitissime che sono di casa nella Premier
League. Padre Pioli c’è rimasto di sasso. Solitamente sobrio nei giudizi e
spesso incline nel riconoscere il valore degli avversari, s’è impantanato così:
il Napoli ha vinto con un solo tiro in porta su azione! Vero. E ci metto anche
i due legni colpiti dai rossoneri. -riporta Mollichelli –  Anche se sull’azione della botta di Kalulu
va messa in risalto la tempestiva ed intelligente opposizione di Kim (sulla
buona strada per far dimenticare un gigante come Koulibaly). 




Aggiungo che
spesso superiorità e pizzico di fortuna vanno a braccetto, storicamente. Ultime
riflessioni: contento per Meret (3 paratone che hanno indirizzato la sfida) che
considero, tecnicamente, il miglior portiere italiano. Contentissimo per Mario
Rui, esterno basso e centrocampista aggiunto, come Meret spesso messo in croce
da certa critica e da uno stuolo di tifosi. Felice per Lobotka insieme
trottolino e metronomo. Felicissimo per il giovin signore venuto dall’Est,
Kvara, che seppur un po’ in sordina ha causato tre ammonizioni e s’è procurato
il rigore, quando parte in dribbling è un mix tra Meroni e Best. E con questo
ho detto tutto’’


Conclude
Mollichelli.

 

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