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Verona, Cioffi: "Sono preoccupato, ma credo in quello che faccio''

 

Gabriele Cioffi, allenatore dell'Hellas Verona, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa, dopo la sconfitta contro il Napoli. Queste le sue parole:

 

Cosa non ha funzionato oggi?
"Ci sono tanti giocatori che sono alla ribalta dal primo momento, e quindi vanno aiutati. Come vado aiutato io. -afferma Cioffi - Altrimenti si mandano allo sbando ragazzi di valore. Un paio di giocatori scesi in campo hanno un milione di attenuanti, altri hanno la testa dentro e fuori. Ho visto una reazione, ma il clic non è che ce l'hai dalla mattina alla sera".

 

Si tratta di una questione soltanto di testa, o serve qualcosa dal mercato?
"Da un giocatore come Amione, che ha fatto 16 presenze in B, non puoi aspettarti Maldini, -prosegue Cioffi - sebbene io sia contento della sua prestazione e del suo esordio in A".

         C'è il rischio di essere troppo nervosi ora?

"Sono convinto che entro il 31 agosto la società interverrà. I cantieri si fanno dalle fondamenta, oggi si vede uno scheletro. -aggiunge Cioffi - C'è un giocatore che è partito, Simeone, e altri che sono ancora lì in bilico. Ma ho fiducia sul fatto che la società interverrà".

 

Si riparte dai gol degli attaccanti?
"Sì, si riparte da qua. Uno ha fatto un'annata così così, l'altro non ha praticamente mai giocato. -continua Cioffi - Fanno gol per merito della squadra, così come subisci gol perché manca un pezzettino. Più di lavorare non so che fare".

 

Da qui al 31 agosto mancano però ancora quattro partite... In questo momento si sente preoccupato?
"Sono preoccupato, ma credo in quello che faccio. Il calcio è soprattutto testa, e quindi ne possiamo uscire tutti insieme: l'appello alla guerra sta a significare che abbiamo dei limiti. Siamo in difficoltà, che siamo riusciti in parte a camuffare.-spiega Cioffi -  Quando dico che ci vuole umiltà da parte di tutti nel vedere il nuovo Verona, ci vuole: non si può andare alti come un tempo, perché andando alti abbiamo preso due gol".

 

Rispetto alla gara di domenica scorsa si è vista maggiore determinazione.
"La brusca sveglia della partita di Coppa è servita a capire chi è davvero il Verona, che ha giocatori appetibili che sono diventati tali sputando sangue. -prosegue Cioffi - Senza questo, sono giocatori normali. Ci siamo parlati, e questo è servito ad avere un'ottima reazione, che è durata 50, 60 o 70 minuti".

 

Nei primi 50' non si è visto un Verona allo sbando, poi sono stati incassati dei gol per eccessi di leggerezza. Quando è stata staccata la spina?
"Quello di sabato non era un appello al tifo che mancava: volevo solo dire 'capite che è tutto diverso?'. Ho grande rispetto per i miei ragazzi: so che hanno valore, ma gli va data protezione. -rimarca Cioffi - Hongla ha fatto la Coppa d'Africa e ha giocato 15-16 partite l'anno scorso: ha giocato bene, ma va aiutato. Retsos aveva una sola presenza di 3' in Serie A: è un buon giocatore, come Amione, che diventerà un mastino. Ma questi ragazzi vanno aiutati, con tre o quattro acquisti d'esperienza".

 Conclude Cioffi

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