A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Antonio Giordano, giornalista

“Mi è piaciuto scrivere una lettera a Mertens. Pensoche i giornalisti debbano raccontare quelle che sono le emozioni della gente. Ho tentato di andare a leggere dentro un rapporto che non ha mai avuto momenti
di conflittualità, non ha mai espresso atti di ruffianeria. Poi ognuno può
pensare alla furbizia e alle espressioni un po’ scugnizze di Mertens. Ho sempre
pensato che dentro Mertens nei confronti di Napoli e viceversa ci fosse
un’attrazione particolare e non si arriva a dare il nome ad un figlio se non
c’è tutto ciò. Per forza uno dei due deve alzare il telefono e chiamare l’altro
tra De Laurentiis e Mertens. Io mi aspetterei che lo facesse il presidente. Ci
sta anche che non lo faccia perché possa pensare che la sua offerta l’abbia già
fatta e che la richiesta di Mertens fosse una provocazione. Il passo lo dovrebbe
fare De Laurentiis senza essere paraventoso, facendo un passo convinto dentro
un progetto preciso economicamente, spiegandogli che sia l’offerta più
importante che si possa fare. Altrimenti ognuno per la sua strada senza
strategie, risparmiateci un finale indegno. Onestamente la prima offerta del
Napoli che non ricordo a quanto risalga, è più o meno congrua. Il grande freddo
è scattato nelle dinamiche comportamentali dei due, nelle cose che De
Laurentiis dice in conferenza stampa e nella scelta di Mertens di prendere
l’aereo per andare in Nazionale. Che piaccia o no De Laurentiis è il presidente
del Napoli. Capisco la gente, faccio fatica a capire la strategia comunicativa
del Napoli. Joao Pedro? Non so dove possa stare al Napoli avendo già Osimhen e Petagna.
Tra Ostigard e Casale scelgo il primo”.

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Gianluca Monti, giornalista

“Mertens? Se anche ci si dovesse salutare, sarebbe il

caso di farlo in un altro modo e non con le Pec. Sarebbe stato auspicabile che
ci si salutasse in modo diverso. Una telefonata può riaprire la trattativa, ma
c’è il gioco delle parti e nessuno vuole chiamare per primo. Deulofeu? Dipende
al 33% da Ounas, Politano e Mertens. Se non ci sono determinate uscite e non c’è
la certezza che determinati rinnovi non vadano in porto, non si può agire sul
mercato. Koulibaly? È un giocatore progetto, passa tutta la differenza del
mondo tra la rivoluzione nel momento in cui dovesse andare via lui e la
restaurazione nel caso in cui dovesse restare. Farà la differenza anche nel
rapporto tra il presidente e l’allenatore. Il Napoli ha perso dei leader come
Insigne e Ospina e rischia di perdere anche Mertens. È inaccettabile dire che
Luperto sia scarso perché quest’anno ha fatto la sua migliore stagione. Se il
4º difensore quest’anno è stato Tuanzebe da gennaio, poteva farlo anche lui.
Magari le scelte sono diverse perchè probabilmente lui vorrebbe andare a
giocare. L’Empoli non l’ha riscattato perché non vive un buon momento. È un momento
di grande crisi del rapporto tra società e tifoseria che dura da qualche anno,
sicuramente qualcosa non ha funzionato. Che ci sia un problema grande di
comunicazione da parte della società nei confronti della città è evidente. Nel
momento in cui la passione si spegne un po’, si decide di spendere i propri
risparmi in maniera differente”.

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Gianluigi Longari, giornalista 

“Il Napoli aspetta le cessioni, è un male comune per

le squadre di Serie A, aspettano le uscite per acquistare. Il Napoli qualcosa
sotto traccia lo sta facendo, ma la priorità in questo momento è decidere cosa
fare dei rinnovi di contratto. Se con Koulibaly non si arrivasse ad un accordo,
nascerebbero problemi anche con Spalletti che lo vede come il leader massimo.
Deulofeu? Potrebbe arrivare anche con l’uscita di Politano e Ounas e la
permanenza di Mertens. Ostigard? Il Napoli sta pensando a Casale, piace da
gennaio. La trattativa era stata definita conclusa troppo frettolosamente.
Inter? Su Dybala c’è da diverso tempo, non vi so dire se rischia di non andare
lì, ma la società ha bisogno di fare delle cessioni. Deve anche abbattere il
monte ingaggi del 15%. È complicato trovare la quadra per inserire un contratto
come quello di Dybala in questa situazione. Io non penso che Dybala abbia
qualche difficoltà a trovare squadra, ma sta aspettando l’Inter per un patto
verbale di reciproca priorità. Zaniolo? Lui ha un contratto con la Roma fino al
2024, una permanenza lì dovrebbe implicare un rinnovo di contratto.
Risulterebbe un problema arrivare ad un anno dalla scadenza per un giocatore
così giovane e di prospettiva, quindi la Roma se lo vuole tenere deve
rinnovargli il contratto, altrimenti deve aprire i canali di comunicazione con
altre squadre, la Juventus è sul pezzo”.

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Ciro Troise, giornalista

“Se il Napoli non fosse interessato a Pafundi avrebbe dei problemi, su di lui ci sono anche dei club di Premier League. Credo che sarà difficile che il Napoli possa prendere un giocatore del genere. Parliamo
di un giocatore veramente forte, è un 2006 e potrebbe già giocare in Serie B.
Per Ospina siamo lì, dato che magari prendi Sirigu che uno stipendio importante
lo devi prendere. La differenza tra Insigne e Kvaratskhelia parli di scendere
da 5 a 1 milione circa. Mertens anche se dovesse restare guadagnerà molto meno
rispetto ai 4.5 attuali. Se arrivasse Deulofeu al suo posto, guadagnerebbe 3
milioni e toglieresti di mezzo anche Ounas. Zanoli, Zerbin, Gaetano e Luperto,
chi resta? Zanoli resta sicuro. Sugli altri tre ho qualche dubbio, bisogna
guardare i ritiri. Se devi tenerli per fargli fare 100 minuti, meglio di no.
Luperto non credo resti. Penso che si troverà un accordo con l’Empoli per
cederlo a titolo definitivo. Gaetano e Zerbin si giocheranno le proprie carte
ed in un anno come questo col Mondiale li terrei. I giocatori della Primavera
allungano la rosa. Il Napoli quest’anno si è trovato a giocare in un periodo a
giocare con due centrali solo. Meglio del Napoli non lo sa nessuno cosa
significhi avere una rosa lunga. Politano? Spalletti ha trent’anni di
esperienza, qualche volta ha avuto giocatori scontenti e se il mercato darà la
possibilità a tutte le parti di essere soddisfatte, lui partirà. Se non
riuscirà a partire farà il professionista, con Spalletti che avrà tutto
l’interesse a sanare i problemi che ci sono. Idasiak sarà il terzo portiere, è
stata rifiutata anche un’offerta per lui. I primi due dovrebbero essere Meret e
Sirigu se non cambia qualcosa durante l’estate”.

 

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