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De Laurentiis: "Bisogna svecchiare il calcio''. Marotta ed Iervolino ...

 


Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, si è recato a Palazzo Reale, nell'ambito della manifestazione per celebrare i 130 anni del quotidiano "Il Mattino", occasione utile per confrontarsi con il presidente della Salernitana, Danilo Iervolino, e Beppe Marotta, a.d. dell'Inter. Queste le parole di De Laurentiis:



Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli: 



"Come si fa a pensare agli stadi con questi episodi di violenza? Se non ho certezza su chi frequenta il mio stadio, ma perché dovrei investire 300 milioni nella costruzione di una struttura capace di vivere sette 7 su 7? Si torna al solito discorso. Gravina in 3 anni e mezzo non ha fatto nulla. Perché il governo non adotta la stessa legge degli anni '60 in Inghilterra? Se accade... ecco 100 milioni per il Maradona. Io sono stato al gioco: nel 2008, con l'ingegnere che fatto restauro Hotel Gallia di Milano, ho fatto un progetto mai preso in considerazione. 


Poi Crimi, tesoriere di Berlusconi, scrisse legge per gli stadi, poi governo cambiò e a un certo punto ci siamo ritrovati col sindaco attuale di Firenze che prese in mano questa legge rendendola inattuabile. Una volta presentai un progetto con lo stesso architetto dello Stadium di Torino che vanta 39.000 posti. Io ne pensai uno da 40mila posti. De Magistris, populista preciso, prese il mio progetto da 70 milioni di euro, manco lo prese in esame, lui ne voleva uno da 55.000 posti, nonostante le mie indagini e ricerche che avevano portato un contesto di media frequenza di circa 33mila presenze allo stadio. 


Con questo governo è difficile fare dei ragionamenti.Nel 2004 con 37 milioni miei presi un pezzo di carta, tornai da Los Angeles e il Napoli non esisteva, Galliani mi prestò un calciatore, comprammo le magliette dal tabaccaio, facemmo la squadra con tre settimane di ritardo, ci allenammo sui campi dell'Ariston di Paestum. Io di calcio non sapevo nulla, venivo dal cinema e a scuola giocavo a basket. Papà mi portava da piccolo a vedere il Napoli, c'erano tanto colore allo stadio. In me, bambino, il Napoli veniva presentato come fatto rappresentativo, ma io non sapevo giocare a calcio. Chi non sapeva giocare faceva l'arbitro, ecco perché gli arbitri non hanno personalità! Io non farei mai l'arbitro. 


In Serie C mi sono preso tanti di quegli sputi! Ci dovevamo chiudere 4-5 ore negli spogliatoi con la polizia che ci diceva: "Ancora vi aspettano fuori". Ero passato da Angelina Jolie agli sputi dei campi del Sud. Nei ruoli istituzionali non sempre c'erano figure legate al mondo del calcio, sì c'è Gravina fallito col Castel di Sangro, per il resto questi signori non hanno mai frequentato una realtà di calcio e non conoscono i problemi. 


Fanno solo finta di conoscerli ma non possono immaginarli e capirli. Per loro è fondamentale mettersi una medaglia istituzionale con la quale comandare per governare il più a lungo possibile. Non voglio accusare Ceferin o Infantino, ma abbiamo visto la fine di Blatter o Platini. Il problema è che c'è una posizione dominante e assoluta della Uefa che condiziona tutto il movimento calcistico affinché possa crescere. In più abbiamo avuto la disgrazia dei politici italiani che hanno combinato con delega allo Sport solo disastri o guai. Ora la Vezzali da brava olimpica sa tirare di fioretto anche in un ambiente dove era poco edotta e ci sta dando una mano. 


Per quattro anni non abbiamo fatto molto. L'Europa cosa fa? Si mette la medaglia, fa un torneo, la Champions ha una sua importanza, l'Europa League molto ma molto meno e consuma molte energie, la Conference League è inesistente. Perché fa tutti questi tornei? Perché come votazione ogni Nazione vale un voto, quindi più accontento tutti e più sono rieleggibile. Noi siamo i pulcinella di questi signori. Il calcio inglese è il numero uno nel mondo perché ha fatto di industria e impresa la sua filosofia, se invece in maniera comunista e populista si voleva accontentare tutti. 


E' chiaro che hanno combinato un disastro durato tanti anni dando ad Infront e vari agenti la possibilità di vendere quello che noi facevamo a loro uso e consumo e per i loro comodi e per i loro interessi. Ora queste persone non ci sono più ma c'è rischio di continuare a lungo con questa tiritera se non cambiamo rotta. Il nostro referente è il tifoso che si divide in due tipologie: quello che viene allo stadio e quello che ci guarda in tv o su ipad o sul cellulare. Sono due tipologie di tifoso diverse. 


Gli stadi inglesi sono pieni da quando gli Hooligans sono stati messi fuori da stadio e dai pub, devono stare a casa altrimenti li arrestano. Se uno si alza dallo stadio uno viene richiamato o cacciato e per un anno non entri più. Da noi avete visto tutto quello che è successo a La Spezia. Quando ti rendi conto che il ministero degli interni per controllare il territorio italiano quando c'era l'Isis deve fare accordo con mafia, ndrangheta e camorra perché gli mancano uomini per fare intelligence, questo è un grosso problema... 


Nel 2014 ho fatto una fatica gigantesca per far cambiare la legge per dare il Daspo a chi aveva commesso omicidi, furti, mano armata, spaccio di droga nei precedenti cinque anni. Erano soltanto colpibili i reati da stadio, e questo faceva ridere. Questi signori si sono arricchiti fuori dall'Italia, le quarte generazioni hanno studiato nelle migliori università del mondo, ma allora liberiamocene in Italia, diamoci una dignità vera.


 Abbiamo ancora molto da recuperare, questo è un paese che può fatturare tantissimo attraverso turismo e bellezza. Dobbiamo cominciare a sfruttare le bellezze di Napoli e della Campania, la terra dell'eccellenza lasciata in mano alla disperazione. C'è un altro problema da affrontare: perché i ragazzi da 8 a 17-18 anni stanno abbandonando la visione del calcio? Perché al comando c'è chi è vecchio e non li conosce. 


Chi fa il capo non ha il tempo di frequentare in famiglia figli e nipoti. Per me è facilissimo, ho casa piena di nipoti. Facendo produttore è un costante studio che portiamo avanti. Bisogna capire che questa partita di calcio è diventata per i ragazzini, che sento parlare, una rottura di palle che non finisce mai. Ceferin deve verificare, faccia un indagine, che si fa, si cambia calcio? Si parla di calcio femminile, lo hanno reso professionistico, ma chi ha i soldi? 


La formula 3 compete con la formula 1? No, sono i piloti che crescendo arrivano in alto. Ma una squadra che sale non può essere competitiva. C'è un mondo da cambiare a cominciare dalle partite tipo facendo tanti cambi. Che abbiamo a fare 30 giocatori se poi non giocano? Poi si dice: De Laurentiis ha giocato gente sbagliata o quello ha fatto solo quattro partite o l'allenatore fa figli e figliastri. No, sono sbagliate le regole. 


Bisogna svecchiare tutto a partire dai vertici. In tv io cambio canale, sono tutti vecchi, ci fosse uno di 18 anni che parla della partita, sai che bellezza! ADL non fa figli e figliastri. Bisogna svecchiare il calcio. Chi ha i soldi per sostenere il calcio femminile? Non è semplice".

Conclude De Laurentiis.


Beppe Marotta, a.d. dell'Inter: 


"Aurelio De Laurentiis è sempre diretto in un modo in cui c'è grande diplomazia. Avendo 45 anni di esperienza in questo mondo, venendo da campo e scrivania, nel 2000 noi eravamo El Dorado del calcio in termini di partite e di ingaggi. I giocatori venivano qui, come Maradona, e finivano la loro carriera qui. 


Oggi il nostro è un campionato di transizione, vedete Lukaku e Hakimi che sono arrivati da United e Real e poi al termine della stagione hanno chiesto di andare via. Improvvisamente abbiamo perso posizioni, mi chiedo: perché? Non siamo stati pronti al cambiamento, gli inglesi lo hanno capito partendo dal prodotto in termini di vendita, come per la vendita ai media. Noi in 20 anni abbiamo perso potere competitivo. 


Dal modello del mecenatismo siamo arrivati al modello di business, oggi il calcio è intrattenimento, noi in questo siamo mancati. Il gup va colmato. Se non si vince in campo non è solo per i soldi. L'Italia è una delle poche nazioni dove lo sport non è un fenomeno sociale, non c'è ministero dello sport, questa è una lacuna, lo sport nelle scuole non esiste. Non si va alla ricerca del talento, nessuno sa più identificarli. 


Non ci sono più istruttori e allenatori come una volta. Nel calcio la sostenibilità è fondamentale. I tifosi vogliono vincere, è chiaro, pur rischiando di fallire, ma il dirigente della gestione deve essere molto equilibrato, di conseguenza oggi la sostenibilità è un obbligo. Si deve anche capire che certi costi devono essere contenuti. Oggi abbiamo un costo del lavoro che ha dei limiti che sfiora il 70% del fatturato. Si devono ridurre i costi e poi valorizzare le risorse per incrementare il fatturato ma salvaguardando la competitività". Conclude Marotta

 

Danilo Iervolino, presidente della Salernitana: 


"Il calcio italiano è il più bello e autentico d'Europa, la lotta al vertice è stata straordinaria tra Milan, Inter e Napoli, ma è stato bello anche per l'Europa e per la salvezza. Ho vissuto l'emozione più grande della mia vita. Ci sono anomalie. Il fatturato in gran parte non dipende da noi ma dalla Lega Calcio e questo è strano. Il 50% di ricavi di una società non dipendono dalla tua bravura. 


Poi ci sono i diritti all'estero come altro problema. Le squadre hanno capito, però, che bisogna dare al calcio italiano una visione più internazionale. Come si fa? Dando spazio alle grandi, la fortuna delle piccole dipende dalle grandi e dalla loro capacità internazionale di attrarre affinché le altre nazioni possano comprare i diritti. Non c'è antagonismo tra piccole e grandi, questo penso. 


La squadra di calcio deve cambiare pelle, il calcio è un'industria che deve avere rapporto diretto col territorio, ci sono cinque attività in una. Una volta con De Laurentiis dicemmo che vedere una partita su un device è statico, c'è bisogno di interazione, non possiamo immaginare che la stessa partita che si vede in tv la si vede sul cellulare, l'emozione è diversa. Questa deve essere un'opportunità. Il cambiamento spaventa, è chiaro, ma è solo così che si liberano opportunità. Sono sicuro che il calcio italiano tornerà a primeggiare a livello europeo. 


Il mio sogno? Spero che la Salernitana ci farà consumare meno le coronarie facendo un campionato più tranquillo. Lo merita la città e i tifosi. Ci sono tutti i presupposti. Salerno è una città che porta 35mila persone allo stadio ed è grande come una piccola città italiana da 120.000 abitanti. Ha la percentuale più alta tra tifosi e abitanti. Il tifo è speciale, ci sono stati vicini, eravamo ultimi ma loro c'erano. In generale dal calcio mi aspetta una cosa e questo sarà il mio cavallo di battaglia all'interno della Lega: dobbiamo stigmatizzare ogni forma di violenza. 


Ci dobbiamo impegnare, dalla Lega alla Figc. Se vogliamo migliorare questo spettacolo serve un clima in cui famiglie e bambini vadano tranquillamente allo stadio senza violenza che va punita". 
Conclude Iervolino

 

 


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