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Che Napoli verso Verona?


 

La domanda della settimana è: come il Napoli affronterà il Verona? 

Una domanda che turba il tifoso del Napoli perché ha visto un Napoli mai uguale a se stesso in questo campionato, dalle dieci vittorie consecutive ai tonfi casalinghi, dalla balda resistenza con pochi uomini a disposizione alla quasi resa contro le compagini più qualificate, laddove si chiedeva di fare un ulteriore step per saggiare il proprio spessore.

Ad oggi, nonostante un terzo posto in classifica con pochissimi punti di distacco dalle posizioni che contano, per sperare nel volatone finale, il tifoso del Napoli è un tifoso che mastica amaro. Infatti questo campionato non sembra essere il più competitivo degli ultimi anni perché nessuna delle prime è riuscita ad inanellare tanti risultati positivi in serie, da poter salutare le altre e vincere il campionato a mani basse come successo nell’ultimo decennio. “Bisognava approfittarne” è il mantra che si recita ai piedi del Vesuvio, benché consapevoli che gli azzurri non sono partiti per vincere il campionato, ma per strappare una qualificazione alla prossima Champion’s League che significherebbe ossigeno. Le casse societarie, nonostante una gestione molto più attenta ai bilanci piuttosto che alle richieste della piazza, non potrebbero sopportare e supportare un organico competitivo senza la linfa di entrate fresche e salutari.

Ma siamo lassù e l’appetito vien mangiando, anche se ultimamente non  è sembrata molto attenta nello sfruttare le occasioni degli scontri diretti, per tentare di tracciare un considerevole solco con le principali contendenti alla vittoria finale. Quindi, quale Napoli a Verona, considerando che entrambe sono tra le squadre che hanno conquistato più punti nel girone di ritorno? 

Il Verona di Tudor gioca bene, ha una grande fisicità nella rosa e non disdegna la giocata ariosa e godibile; fa leva sull’entusiasmo del momento e della fiducia del suo bomber Simeone. Il Napoli dal canto suo esce un po’ ridimensionato dallo scontro diretto con il Milan al Maradona; Spalletti ha chiesto di avere più coraggio, chi non se la sente che lo dica e si faccia da parte. Aria di cambiamenti in formazione. 

Il campionato come sempre in Primavera entra nel vivo e gli azzurri non hanno nessuna voglia di restare al palo a guardare. Sono professionisti ben pagati ma giocano anche per l’onore, siamo sicuri che daranno il loro massimo in campo per ristabilire la bilancia umorale del tifo partenopeo.

Non è un problema di uomini, non cadiamo nel tranello di dare la colpa a quello o a quell’altro. Tutti uniti, squadra, pubblico e società, sperando di fare il massimo per gli obiettivi fattibili e meno confessabili. Si entrerebbe davvero nella Storia.

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